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Grecia come il Terzo mondo: "E' emergenza umanitaria"

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Grecia come il Terzo mondo: "E' emergenza umanitaria"

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Colpito dalla crisi, il quartiere di Perama scivola sempre di più nella povertà. Un tempo ricca di quartieri navali, quest’area di Atene nei pressi del Pireo ha pagato a caro prezzo l’emorragia innescata dalle delocalizzazioni. Dei suoi 25.000 abitanti, il 60% è senza lavoro. Pioggia sul bagnato di una situazione già critica e che ora Medecins du Monde non esita a definire “crisi umanitaria”.

Alla sua apertura, due anni fa, la clinica di Medecins du Monde nel quartiere di Perama riceveva soprattutto immigrati. Oggi l’80% della sua clientela è greca: cittadini privi di copertura sanitaria e di risorse per curarsi altrove. Molti dei bambini che arrivano qui non hanno neanche fatto le vaccinazioni di base.

“A molte delle persone che vengono diciamo che devono rivolgersi all’ospedale, che per loro non possiamo nulla – spiega la pediatra Liana Maili -. E quanto ci rispondono è che non hanno un euro e 40 centesimi per prendere l’autobus e andarci”.

In molti non vengono per ricevere cure, ma derrate alimentari. Anche latte e pane divengono proibitivi per disoccupati di lunga data, soprattutto se con bambini a carico.

Antonis ne ha tre da sfamare. “Talvolta sono costretto a mandare la mia figlia più piccola a scuola senza cibo per il pranzo – racconta -. La situazione è davvero difficile”.

Alla perdita del lavoro consegue spesso un drastico deterioramento delle condizioni abitative. Disoccupata come il marito, Spiridoula è costretta a condividere con lui e la loro bimba di 45 giorni una sola stanza.

“C‘è arrivata una bolletta con arretrati per 1250 euro – racconta – e ora sono certa che ci staccheranno l’elettricità. Proverò ad attaccarmi alla rete del vicino, perché non posso lasciare mia figlia al freddo”.

La corsa contro il tempo di Spiridoula è per trovare un lavoro prima della fine dei sussidi. Per il resto dice invece di aver perso ogni speranza: “Il governo mi ha profondamente delusa – prosegue – e ho deciso che non voterò. I nostri politici sono tutti bugiardi. Adesso dicono che taglieranno i sussidi per le famiglie con tre figli. A che pro quindi farne, se poi devono morire di fame?”.

Come lei, in molti condividono la stessa amarezza per una classe dirigente che, soffocata dal debito, sembra aver perso proprio la credibilità necessaria a rimettere in moto il paese.