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Aung San Suu Kyi denuncia pressioni a due giorni del voto in Myanmar

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Aung San Suu Kyi denuncia pressioni a due giorni del voto in Myanmar

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A due giorni dalla storico voto in Myanmar, Aung San Suu Kyi fa appello a continuare la battaglia per la democrazia, nonostante pressioni definite inaccettabili. La leader dell’opposizione birmana ha denunciato intimidazioni, manifesti elettorali vandalizzati, liste manipolate.
 
Parlando con i giornalisti accorsi alla sua casa di Yangon, la “Signora” ha però invocato la volontà del popolo birmano e ha detto: “Lo ripeto: non credo che queste elezioni possano considerarsi libere ed eque visto quello che è successo negli ultimi mesi. Ma poiché ci auguriamo comunque di potere lavorare a una riconciliazione nazionale, cercheremo di soprassedere”.
 
Con la sua Lega Nazionale per la Democrazia, Aung San Suu Kyi punta in queste elezioni suppletive a ottenere un seggio in Parlamento, dopo essere stata liberata dagli arresti domiciliari nel 2010. Per molti birmani il voto di domenica rappresenta una svolta: “La nostra principale esigenza è quella di vivere in pace – dice un uomo -. Il resto non conta”. “Sono emozionata – spiega una donna – ma non so cosa accadrà. Spero che tutto cambi”. “Sì – dice un altro abitante di Yangon -, abbiamo bisogno di democrazia”.
 
Le elezioni di domenica rappresentano un test per il governo civile che lo scorso anno è subentrato alla giunta militare al potere del 1962. L’Occidente ha lasciato intendere che potrebbe allentare le sanzioni, ma solo se il voto sarà regolare.