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Myanmar, tensioni etniche ed esercito mettono a rischio le elezioni parziali

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Myanmar, tensioni etniche ed esercito mettono a rischio le elezioni parziali

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Dal 2008 l’esercito del Myanmar è aggrappato ai poteri politici che la costituzione gli riconosce.
A pochi giorni dalle elezioni parziali, in programma domenica 1 Aprile, il comandante delle forze armate ha ricordato che l’articolo 20 della Costituzione riconosce all’esercito il ruolo di difensore del testo fondamentale.

Aung San Suu Ky, per 20 anni ritenuta il nemico numero uno della Giunta e candidata a uno dei 45 seggi per cui si vota domenica, chiede a gran voce che il testo sia modificato. San Suu Kyi giudica la Costituzione del 2008 un ostacolo alla piena realizzazione della democrazia in Myanmar. Secondo il Premio Nobel per la pace, infatti, non è più ammissibile che il 25% dei seggi spettino alla giunta militare.

Dopo 20 anni passatiagli arresti la leader della Lega Democratica Nazionale è stata invitata dal Presidente Thein Sein nell’agosto del 2011. Un passo che ha sorpreso il mondo intero.

Dopo l’incontro Aung San Suu Kyi ha dichiarato ai giornalisti: “Penso che il Presidente fosse sincero quando ha detto che vuole portare la democrazia in Birmania, e che farà tutti gli sforzi possibili in questa direzione”.

Ma la democrazia e il voto di Domenica hanno un’altra prova da affrontare: il conflitto etnico che da oltre 20 anni insanguina la regione di Kachin. In questa area situata nel Nord del Paese, cristianizzata a partire dal XIX Secolo le forze independiste contestano le autorità di Rangoon e l’elite Bamars che guida il Paese dall’indipendenza nel 1948.

Dopo che il Presidente Thein Sein ha fatto appello per la pace, dallo scorso mese di Agosto, i negoziati di pace tra le due parti si sono svolti a pi`?u riprese alla ricerca di una soluzione definitiva. Ad oggi, però, nulla è stato ottenuto.