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La Spagna si ferma contro la riforma del lavoro. Non era ancora sorta l’alba quando la tensione della prima protesta contro il governo Rajoy ha generato i primi scontri.

58 gli arresti riferisce il ministro dell’Interno, alcuni dei quali a Madrid durante i picchetti per impedire la partenza degli autobus e l’ingresso ai mercati generali.

I sindacati dicono no a licenziamenti più facili e alla riduzione della spesa pubblica per contenere il deficit.

“Gli scioperi non risolvono i problemi – sostiene un dipendente della metropolitana di Madrid – Sono un modo per mettere pressione e provare a risolverli. È il miglior modo di fare pressione”.

“A dire il vero, ci sono molte ragioni – dice uno studente – I diritti dei lavoratori si sono ridotti e loro non ci ascoltano. Quindi dobbiamo provare a trovare una soluzione”.

Treni e autobus sono ridotti di un terzo e le due principali reti televisive non trasmettono i loro programmi.

Circolazione bloccata, invece, nei pressi della città universitaria di Madrid a causa di una protesta in bici organizzata da un centinaio di manifestanti.

A Murcia, nel sud della Spagna, è stata lanciata una bomba molotov contro un’auto della polizia ma non vi sono stati feriti.

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