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Tunisia: Karima Souid un "Homo Novus" in politica


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Tunisia: Karima Souid un "Homo Novus" in politica

Cosa è cambiato in Tunisia dopo la rivoluzione, come procede il lavoro dell’Assemblea, che futuro si prospetta per i giovani, le donne, gli uomini che hanno fatto e creduto nella rivoluzione? Per parlarne con noi Karima Souid, deputata del partito di centro sinistra Ettakatol.

“Bonjour je suis Karima Souid, je suis la tête de liste de Ettakatol France Sud…”

È stata la prima campagna elettorale per Karima Souid, la franco tunisina che ha aderito al partito di centro sinistra Ettakatol nel febbraio dell’anno scorso. Una campagna elettorale per eleggere l’assemblea costituente tunisina, vissuta con trasporto e entusiasmo, per lei nella circoscrizione della Francia meridionale.

L’elezioni per l’assemblea costituente si sono tenute il 23 ottobre, i residenti all’estero hanno votato qualche giorno prima.
In Francia rappresentano la comunità straniera più numerosa, 300 mila gli iscritti sulle liste elettorali.
Per loro si è trattato di un giorno di gioia:

“Sono fiero di essere tunisino, sono fiero di votare per la prima volta in vita mia, spero che il mio Paese diventi una democrazia”. Il voto in Francia per il parito di centro sinistra Ettakatol non è stato il successo sperato: è la terza forza nel Paese, la quarta nella circoscrizione della Francia meridionale. Il grande vincitore è Rached Gannouchi, leader del partito islamista Ennahda, messo al bando sotto il regime di Ben Ali, che ha ottenuto il 41% dei voti in Tunisia quasi il 31% in Francia. Al lavoro per elebarore la nuova Costituzione del Paese, un’assemblea costituente dominata dagli estremisti di Ennahada. A far da controaltare Moncef Marzuki, ex dissidente, eletto alla guida dell’Assemblea. La sua elezione è il risultato di un patto tra le tre principali forze del Paese.

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Nata e cresciuta a Minguettes, periferia turbolenta di Lyon, Karima Souid è una dei dieci deputati eletti nella circoscrizione francese all’Assemblea costituente tunisina. Outsider della politica, è determinata ad andare fino in fondo.

Cecilia Cacciotto, euronews:
Cosa è cambiato in Tunisia dopo la rivoluzione?

Karima Souid, deputata del partito Ettakatol:
Cosa è cambiato? Oggi in Tunisia possiamo camminare a testa alta. Si sono tenute elezioni libere, le prime elezioni libere in Tunisia. È stata convocata l’Assemblea costituente, che lavora all’elaborazione della futura Costituzione; lavoriamo inoltre per instaurare una repubblica, che non sarà assolutamente una repubblica islamica.
È vero che oggi ci sono accese discussioni all’interno di alcune commissioni. Nel partito islamista Ennahada esiste una corrente fondamentalista che vorrebbe integrare la sharia nella costituzione. Noi di Ettakatol non lo vogliamo, non vogliamo che questa Costituzione sia anti-repubblicana. È vero che il popolo tunisino è profondamente radicato alle proprie radici arabe e islamiche, ma è fuori discussione che la Sharia ispiri la nostra legge fondamentale, almeno per Ettakatol.

euronews:
Tutti i partiti in campagna elettorale hanno promesso il rispetto dei diritti democratici e dei diriti delle donne, sarà veramente così?

Souid:
La preoccupazione è viva, è inutile nasconderlo. Penso che si debba vigilare. Noi di Ettakatol rispetteremo quello che abbiamo detto in campagna elettorale, fa parte dei nostri valori: come partito socialdemocratico non toccheremo i diritti delle donne. Vogliamo che i cittadini siano informati su quello che accade, vogliamo trasparenza. Voglio ricordare un concetto che mi sta molto a cuore: quello dell’open-governement. Il cittadino deve essere informato di tutto e deve essere il cuore pulsante della società.

euronews:
L’Europa ha sostenuto il vento della primavera araba. Vista anche la crisi che attraversa l’Europa vi sembra più distante? Avete sentito l’Europa al vostro fianco nel corso della rivoluzione, contate oggi sull’aiuto europeo?

Souid:
L’Europa al nostro fianco? A dirla tutta ci siamo sentiti piuttosto soli. A mio avviso bisogna moltiplicare i parternariati, giocare sulla multilateralità piuttosto che chiedere aiuto unicamente all’Europa, cosa che comunque attualmente non sta facendo la Tunisia.

euronews:
Quarant’anni, project manager nel settore del turismo, non ha esistato un istante a lanciarsi in questa avventura affascinante e rischiosa. Perché?

Souid:
Mi è venuto spontaneo, perché la Tunisia è il mio Paese, così come la Francia, sia chiaro. In Tunisia tutto deve essere ricostruito, in Tunisia non ti fai tante domande e pertanto io non ho avuto alcuna esitazione, nemmeno per un istante. Per quanto minimo possa essere il mio contributo, bisogna esserci a questo appuntamento con la storia. Per me è una forma di rinascita.

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