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Scontri e decine di vittime in Libia rilanciano lo spettro di spinte centrifughe e impotenza delle autorità nell’era del dopo-Gheddafi.

Una cinquantina i morti segnalati soltanto negli ultimi tre giorni da fonti mediche nella regione di Sebha.

Protagonisti degli scontri, secondo gli stessi testimoni, ex oppositori del Colonnello ed esponenti dell’etnia Tubu, radicata soprattutto nel sud del Paese.

Per riportare la calma è stato annunciato l’invio di trecento uomini. Un esponente locale si è tuttavia dimesso dal Consiglio Nazionale di Transizione per denunciare l’inerzia delle autorità.

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