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Esecuzioni a +80%. Anno nero per la pena capitale

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Esecuzioni a +80%. Anno nero per la pena capitale

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Di quasi l’80%, l’incremento registrato da Amnesty International nel 2011 rispetto all’anno precedente.

Alle 676 condanne recensite sfugge la Cina. Nell’assenza di rapporti ufficiali, Pechino conterebbe tuttavia un numero di esecuzioni superiore a quelle di tutti gli altri paesi messi insieme.

Il problema, ricorda il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty, resta soprattutto l’opacità dei dati. “Se in Cina non c‘è un sistema giudiziario indipendente – dice – in Iran e Arabia Saudita i processi si svolgono in gran segreto e finiscono inevitabilmente per prendersela contro gli oppositori”.

Nota positiva, il calo delle condanne a morte, che conferma un regresso su scala globale nell’applicazione della pena capitale. In Iran, le esecuzioni ufficialmente recensite, ammontavano tuttavia nel 2011 ancora a 360. Unico stato del continente europeo ad applicare ancora la pena capitale è la Bielorussia. Un macabro primato, che fra i grandi del G-8 spetta ancora agli Stati Uniti.