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Le prime parole di Macky Sall, neo presidente del Senegal, sono state per l’unione.

Per dire addio all’odio e ai 12 anni di guida Abdoulaye Wade.

E affrontare su basi nuove le sfide più ugenti, come le disastrate finanze pubbliche e la corruzione, promesse elettorali ribadite ai microfoni di euronews prima del ballottaggio: “Non si tratta di fare una caccia alle streghe, davvero non è il mio credo”, aveva detto Macky Sall, “Ma farò comunque un’analisi della situazione. I conti della nazione saranno controllati per sapere esattamente in che stato ereditiamo il paese e dove vogliamo portarlo”

In agenda anche la crisi alimentare e la siccità nel nord del Paese, con 800 mila persone a rischio.

Intanto, le congratulazioni di Wade, prima ancora dei risultati ufficiali, sembrano allontanare almeno lo spettro di violenze post-elettorali.

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