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Colonie: gelo tra Israele e Consiglio Onu per diritti umani

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Colonie: gelo tra Israele e Consiglio Onu per diritti umani

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È rottura tra lo Stato di Israele e il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite sulla questione delle colonie.

Tel Aviv è infuriata per la creazione di una commissione d’inchiesta sugli insediamenti nei territori palestinesi occupati, per accertare se la pratica della colonizzazione violi i diritti dei palestinesi.

“Siccome il Consiglio dei diritti umani di Ginevra ignora sistematicamente le nostre opinioni, le nostre posizioni e le nostre preoccupazioni – spiega Yigal Palmor, portavoce del ministro degli Esteri israeliano – e non collabora con noi, abbiamo deciso da oggi di non cooperare con il Consiglio dei diritti umani”.

Questo significa il divieto di ingresso, in Israele e Cisgiordania, per il team d’inquirenti dell’agenzia di Ginevra.

“La decisione di Israele rappresenta una sfida alla comunità internazionale e le istituzioni internazionali devono chiederne conto a Israele – risponde Ghassan Khatib, portavoce del governo palestinese – non solo a parole, ma in modo pratico e in modo da costringere Israele a interrompere la violazione dei diritti dei palestinesi”.

La questione degli insediamenti provoca al governo israeliano anche tensioni interne. La Corte Suprema di Gerusalemme ha, infatti, ordinato la rimozione in
tempi accelerati dell’avamposto di Migron – presso Ramallah – dove abitano 50 famiglie di coloni.

Rigettata la proposta di posticipare la soluzione al 2015. L’insediamento, in piedi dal 1999, dovrà essere smantellato entro il mese di agosto.