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Amine Gemayel, ex presidente libanese: le sanzioni non faranno cadere il regime siriano

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Amine Gemayel, ex presidente libanese: le sanzioni non faranno cadere il regime siriano

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Paese confinante con la Siria, il Libano è il paese mediterraneo piu’ direttamente coinvolto dalla crisi siriana. Ne parliamo con Amine Gemayel, ex presidente libanese.

Amine Gemayel, ex presidente del Libano:

“La violenza, gli omicidi, l’instabilità che la Siria aveva esportato e imposto in modo anomalo al Libano quando l’occupava e lo dominava, ora le sta vivendo sul proprio territorio.
Quanto alle sanzioni economiche, sfortunatamente un regime simile non è influenzato dalla situazione del suo popolo, che abbia fame o meno. Come ai tempi dell’Unione sovietica, le peggiori dittature non hanno alcuna considerazione del benessere dei loro popoli, è l’ultimo dei loro problemi. A breve termine non credo che le sanzioni economiche possano essere un fattore essenziale nella caduta del regime.

Charles Salamé, euronews:
“Dal punto di vista economico, qual è l’incidenza degli eventi in Siria sulla situazione in Libano?

Amine Gemayel, ex presidente del Libano:
“Senza dubbio ci sono conseguenze dirette. Ad esempio se a causa delle violenze sul territorio siriano, una parte della popolazione siriana è costretta a fuggire in Libano, allora il Libano sarà costretto a portare il fardello. Da tempo i rifugiati palestinesi sono accolti da noi, ma ora considerando la delicata situazione economica del Libano, potremo accogliere i numerosi rifugiati che potrebbero arrivare? La questione ci preoccupa a breve e medio termine.

Charles Salamé, Euronews:
“Le autorità siriane accusano il Libano di non controllare bene le proprie frontiere. Ha informazioni precise in proposito?”

Amine Gemayel, ex presidente del Libano:
“E’ nel nostro comune interesse controllare le frontiere tra il Libano e la Siria. Ma il governo libanese ha difficoltà nel controllare tutte le sue frontiere e vorrei aggiungere che l’opposizione siriana e gli insorti non hanno bisogno delle frontiere libanesi, sappiamo tutti che il governo turco sostiene officialmente l’opposizione siriana.
Anche l’Iraq ha lunghe frontiere con la Siria, anche la Giordania, tutti questi paesi hanno grandi capacità per la fornitura di armi. Inoltre alcuni paesi del Golfo e alcuni paesi ricchi annunciano l’invio di armi agli insorti: possono arrivare da qualsiasi frontiera, dalla Turchia, dalla Giordania, dall’Iraq o dal Libano e persino dal mare grazie al contrabbando d’armi”.