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Benedetto XVI, le sfide del viaggio in Centro America

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Benedetto XVI, le sfide del viaggio in Centro America

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Un viaggio insidioso, quello di Benedetto XVI in Messico, prima tappa della sua visita in Centro America.

Innanzitutto per il momento delicato: seconda comunità cattolica più numerosa al mondo dopo il Brasile, quella messicana è confrontata a un drammatico calo di fedeli e alla sfida con altre confessioni.

Dal Papa, che della lotta alla pedofilia ha fatto il suo cavallo di battaglia, ci si aspetta inoltre una presa di posizione sulle accuse, mai affrontate dal clero locale, al fondatore dei legionari di Cristo, padre Marcial Maciel, morto nel 2008.

Poi, le questioni di salute: riposo obbligato per il papa ottantaquattrenne dopo le lunghe ore di volo e prima del bagno di folla. E la scelta di città minori al posto della capitale, dall’altitudine eccessiva e forse troppo vicina a scadenze elettorali.

Il Messico, preda di violenze continue a opera del crimine organizzato, ha mobilitato 5 mila uomini in vista della grande messa dominicale a Leon, anche se per l’occasione due dei cartelli del narcotraffico hanno annunciato una tregua.

Infine, le proteste: molti i messicani in piazza per chiedere più laicità e posizioni meno oscurantiste su temi come aborto e omosessualità.

Lunedì il Pontefice sarà a Cuba, preannunciato dalle sue dichiarazioni sul comunismo retaggio di altri tempi.