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Traffico urbano, ritorno al futuro dei nuovi autobus

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Traffico urbano, ritorno al futuro dei nuovi autobus

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Sono dappertutto. Ma per gli autobus strada per il successo è ancora lontana.

Umberto Guida, coordinatore del progetto EBSF afferma:“Metà del trasporto pubblico europeo è sugli autobus. Gli autobus sono ancora considerati il mezzo di trasporto meno efficiente e attrattivo. La nostra idea era di contribuire alla rinascita dell’autobus in Europa”.

I passeggeri di Goteborg hanno opinioni diverse. Secondo questa signora: “Ci vogliono circa 15 minuti per arrivare in centro”
Mentre per questa ragazza:“A volte le persone si sentono male se viaggiono con le spalle rivolte in senso contrario alla marcia”
C‘è anche chi si lamenta come questa signora svedese:” E’ impossibile viaggiare quando gli autobus sono pieni e sporchi”.

A Goteborg una nuovissima linea di autobus serve lungo la linea 16, la più affollata della città.

E’ un modo per far tornare di moda il vecchio caro autobus: ..grazie a qualche piccolo trucco…i veicoli offrono il 20% di spazio in più.

Lars Carldén, ingegnere meccanico Volvo ci illustra il nuovo prototipo di autobus:” Questo è il nostro ultimo modello di autobus. Tanto per cominciare abbiamo due nuove ampissime porte scorrevoli in grado di agevolare il flusso dei passeggeri” Abbiamo introdotto questi sedili, che potete vedere qui. Ne abbiamo introdotti 15. Durante le ore di punta il conducente può bloccare in verticale. Abbiamo anche posizionato il conducente al centro delle due ruote frontali. Abbiamo spostato più a lato le due ruote così da creasre più spazio. E qui, abbiamo posizionato delle nuove cinghie trasparenti. Così siamo in grado di portare più luce in questa parte dell’autobus generalmente buia”.

Questo autobus è il risultato di un progetto di ricerca europeo volto a sviluppare autobus più puliti, efficienti e silenziosi.

Questo ragazzo apprezza il nuovo il modello: “Sembra molto moderno. E’ bello. E’ silenzioso e questo mi piace. Credo che anche sia buono avere così tanti posti flessibili, entrano più persone”.

Ma cosa pensano i conducenti?

Lo abbiamo chiesto a uno di loro che a Goteborg lavora proprio sulla linea 16, Thoas Thimour: “Ci sono diversi punti di riferimento. Come conducente, ti siedi al centro, mentre in tutti gli altri autobus sei a sinistra. Questo significa che se usi gli stessi parametri di guida dei vecchi autobus, sei almeno a cento metri di distanza dalla sinistra. Poi è difficile comunicare con i passeggeri. Siamo quasi murati qui dentro. Non sempre, ma spesso può essere un problema”.

I ricercatori usano complessi modelli matematici per calcolare il flusso dei passeggeri e l’accessibilità considerando: diversi prototipi, orari, fermate e linee di autobus in tutta Europa.

Come afferma Atieh Hanna, ingegnere elettronico per Volvo: “Vogliamo studiare quanto cambia con layout diversi. Vogliamo capire come questi cambiamenti impattano le performance relative a: tempi di sosta, capienza o accessibilità”.

I test vengono effettuati non soltanto attraverso modelli grafici, ma anche su modelli di autobus in legno.

Secondo Oskar Rexfelt, designer Università di Chalmers: “Questo modellino è stato pensato in modo modulare, così possiamo apportare dei cambiamenti. Ad esempio possiamo creare un diverso frontale o diversi tipi di sedili. Oppure possiamo cambiare il numero delle porte dell’autobus”.

Vicino Parigi, un gruppo di scienziati ha sviluppato una piattaforma dove è possibile far convergere tutte le funzioni informatico-tecnologiche di un autobus.

I conducenti possono controllare da questo piccolo schermo tutti i devices elettronici presenti sull’autobus, incluso: GPS, le informazioni sul traffico in tempo reale, il consumo energetico, il conto dei passeggeri, l’obliterazione dei biglietti e lo stato di manutenzione del veicolo.

Secondo Emmanuel De Verdalle, ingegnere
Veolia:” Per un fabbricante di veicoli, questo sistema permetterà di avere veicoli predisposti per un sistema elettronico di gestione. Per gli operatori del trasporto si semplificherà l’istallazione e la manutenzione degli apparecchi elettronici. Per l’utente, questo sistema garantisce un servizio multifunzione. L’informazione viaggerà da punto a punto lungo tutto il tragitto”.

A Dresda, in un laboratorio di ergonomia si usano dei simulatori oer valutare le necessità dei conducenti.

Sono presi in esame due scenari: le tranquille strade di Dresda e il caos di Roma.

Offrendo il loro punto di vista, i conducenti aiutano a costruire la loro cabina ideale.

Rene Wodni, conducente di autobus a Dresda afferma: “La struttura globale è ben concepita. Posso raggiungere facilmente pulsanti e volante. Quello che vorrei è avere un contatore di velocità analogico e non digitale. Sarebbe bello avere anche uno spazio dove poter lasciare le nostre cose, e dove poter mettere una bottiglia d’acqua”.

Criteri come spaziosità, confort e visibilità sono tenuti in grande considerazione. I ricercatori sono riusciti a svelare alcune delle differenze tra conducenti del Nord e del Sud Europa.

Per Gunther Nirschl, ingegnere ergonomico: “ Ci sono anche degli aspetti valutati a seconda delle città. Ad esempio Roma o Dresda. I conducenti di Roma sono più preoccupati per la sicurezza. Una cabina di pilotaggio aperta come qui non interessa. A Dresda, invece, interessa avere spazi personali dove mettere le cose. Cosa assolutamente non prioritaria a Roma”.

Per i ricercatori la sfida è riuscire a introdurre queste scoperte all’interno dei nuovi modelli di autobus.

E non mancano nuovi progetti già in cantiere.

Ma una piena rivoluzione tecnologica che veda protagonista gli autobus, secondo i ricercatori, può essere efficiente solo se completata con una nuova generazione di infrastrutture urbane.

Per maggiori informazioni http://ebsf.eu