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Francia: le polemiche del dopo-Tolosa: militari e politiche

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Francia: le polemiche del dopo-Tolosa: militari e politiche

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La polemica dei lacrimogeni infuria, mentre ancora Tolosa e la Francia piangono le vittime della follia di Mohammed Merah.

Per scatenare un violento dibattito è bastato che il fondatore del gruppo d’intervento della gendarmeria nazionale francese, noto come GIGN, contestasse il modo in cui il RAID, cioè le teste di cuoio della polizia nazionale, ha tentato di stanare il terrorista, dopo 32 ore di assedio. Avrebbe dovuto usare subito i lacrimogeni, invece di esacerbarne l’aggressività con le granate, ha detto Christian Prouteau, al quale risponde oggi il comandante del RAID: “l’idea – dice Amaury de Hauteclocque – era di confinarlo nella zona in ritenevamo che si trovasse, e lanciare quindi i lacrimogeni per saturare l’ambiente in modo che uscisse. Ma quando stavamo bucando la parete per far passare le granate lacrimogene, lui è uscito e ci ha affrontati armi alla mano. Quindi è avanzato verso di noi, e quando ha allungato la mano al di là del balcone per sparare sugli agenti di sotto abbiamo dovuto neutralizzarlo”

Naturalmente, come si conviene in una campagna elettorale molto mediatica, la polemica è subito divenuta politica.
E riguarda anche i motivi per i quali l’uomo non sia stato sorvegliato, e poi il tempo eventualmente perso nel seguire inizialmente la pista degli ex militari.

La scientifica, intanto, oggi ha perquisito l’abitazione del fratello maggiore di Mohammed Merah, che resta in detenzione, così come la madre. Entrambi negano di aver saputo delle intenzioni del terrorista: la polizia sospetta invece che abbia avuto aiuto in famiglia.