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Ecuador: a Quito la marcia indigena contro le miniere

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Ecuador: a Quito la marcia indigena contro le miniere

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“Per la vita, l’acqua e la terra”: la marcia degli indios ecuadoriani si conclude nella capitale, Quito, dopo 700 km, coperti in poco più di due settimane.

Una protesta a tutela dell’acqua delle loro terre amazzoniche, contro la concessione per una grande miniera a cielo aperto firmata dal governo per la Ecuacorriente, società controllata da investitori cinesi.

L’accordo con la Ecuacorriente è il primo del genere, e fa parte di un piano minerario d’ampio respiro: quest’anno il governo conta di firmare altri tre contratti con altrettante multinazionali canadesi, e un altro con la Ecuacorriente.

Nel corso di una contro-manifestazione, il Presidente Rafael Correa ha contestato l’alternativa secca tra acqua o miniere:

“Ci propongono questa alternativa – ha detto – come se non potessimo avere al contempo buona acqua e buone miniere. Non consentiremo a nessuno di privarcene: siamo quelli che hanno difeso l’acqua in questo paese, e non a parole”, ha proseguito il presidente, riferendosi alla recente riforma costituzionale per la redistribuzione delle risorse idriche.

Le proteste degli indigeni, sempre per questioni ambientali e di espropri di terre, hanno costretto alle dimissioni due presidenti: nel ’97 e nel 2000.