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Mohamed Merah: da delinquente comune a fanatico omicida

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Mohamed Merah: da delinquente comune a fanatico omicida

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Un impiego da carrozziere, un curriculum da delinquente comune, una passaggio all’estremismo che lo ha lo reso capace di freddare dei bambini di pochi anni.

Mohamed Merah si è definito un mujahidin appartenente al gruppo terroristico Al Qaida. Nato a Tolosa il 10 ottobre 1988, torna dal Pakistan e dall’Afghanistan determinato all’azione.

“Era noto e sotto sorveglianza perché era stato in Afghanistan, di questo ero al corrente” dice il suo avvocato Christian Etelin. “Ma è tornato e non presentava un comportamento rigidito o da fanatico”.

Secondo fonti dei servizi francesi, sarebbero non più di una decina i cittadini dell’Esagono formatisi nei campi al confine tra Pakistan e Afghanistan: un centinaio di siti noti ai serivizi internazionali. Non esiste al momento prova che Merah appartenesse ad un gruppo in particolare.

“Oggi come oggi i campi di addestramento sono anche su internet, nel cyber-spazio ed è per questo che i servizi anti-terrorismo devono moltiplicare i controlli perché è in siti del genere che trovano informazioni e materiale per diventare degli estremisti” spiega Roland Jacquard, responsabile dell’Osservatorio Internazionale sul Terrorismo.

Siti come quello dell’organizzazione radicale ‘Fursan Al Izza’, nota al ministero degli Interni francese per le posizioni violente. Il comportamento di Merah era stato denunciato a più riprese, secondo la testimonianza di un’abitante del suo quartiere: avrebbe obbligato un quindicenne a guardare video di esecuzioni di Al Qaeda e terrorizzato alcuni giovani indossando un passamontagna.