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Il documento dell'Onu non ferma la violenza in Siria

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Il documento dell'Onu non ferma la violenza in Siria

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Almeno 70 morti e le violenze se possibile ancora più intensificate del solito. E’ questa la risposta che arriva dalla Siria, dopo che le Nazioni Unite hanno approvato un documento con cui si chiede un immediato cessate il fuoco e l’avvio di una transizione democratica.

Oltre che a Homs, scontri sono segnalati anche a Idlib, Lattakia, Deraa e Hama. Fonti vicine al governo di Damasco informano della morte di almeno 12 soldati filogovernativi.

Difficile anche la situazione in cui versano migliaia di profughi, diretti verso la Giordania ma rimasti intrappolati a ridosso della frontiera.

In serata, un esponente del Consiglio nazionale siriano, che rappresenta le opposizioni al regime, ha criticato il documento delle Nazioni Unite, affermando che in base ad esso il presidente Assad può continuare nella sua politica che punta a schiacciare la rivolta.

Intanto, il gruppo di paesi “amici della Siria” si riunirà il 1. aprile in Turchia, per definire un piano d’azione che metta fine alla tragedia.