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Crisi: sciopero generale, il Portogallo si ferma

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Crisi: sciopero generale, il Portogallo si ferma

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Un camion compattatore viene bloccato all’ingresso di un impianto di smaltimento rifiuti a Lisbona. È solo una delle manifestazioni organizzate dal sindacato di sinistra portoghese, il principale del paese, nel giorno dello sciopero generale di 24 ore contro le misure di austerità.

Chiuse le metro di Lisbona e Oporto, bloccati i servizi traghetto sul Tago, ridotti ai minimi termini bus e treni.

“Lo sciopero – dice Hilda che lavora per la metropolitana di Lisbona – è contro le misure imposte dalle troika, come la riduzione del bonus natalizi e estivi. I dipendenti pubblici, così come i lavoratori del trasporto pubblico, hanno subito il taglio di due stipendi all’anno”.

Il CGTP dice no alla riforma del lavoro che renderà i licenziamenti più facili per le imprese e chiede al governo di Lisbona di non piegarsi alle imposizioni di Unione europea, Fmi e Bce.

“Questa battaglia ha una duplice responsabilità – spiega il leader della Cgtp, Armenio Carlos – È una lotta per coloro che hanno acquisito dei diritti e vogliono mantenerli, ed è una lotta per garantire alle future generazioni gli stessi diritti”.

Gravi disagi a Lisbona con il blocco della metropolitana che, iniziato ieri sera, proseguirà fino all’alba di venerdì. Il secondo sindacato del paese la UGT non ha aderito allo sciopero, dopo aver raggiunto un accordo col governo sul pacchetto di riforma.