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Da ragazzo normale a killer

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Da ragazzo normale a killer

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Trinceratosi dentro casa dalle tre del mattino di mercoledì, il giovane, sospettato di essere l’omicida di Tolosa, ha trovato nel proprio appartamento l’unico e l’ultimo rifugio possibile.
In questo quartiere di Tolosa gli abitanti sono ancora increduli. Conoscevano bene quel ragazzo, che fin da bambino giocava a pallone nei campetti del vicinato.

Ha un nome, non ancora un volto, Mohamed Merah. 23 anni, francese d’origine algerina.
Carrozziere di professione, dalla fedina penale non proprio immacolata, Mohamed si è trasformato in una macchina per uccidere. A bordo di uno scooter ha impugnato armi detenute illegalmente come colt 45 e un Uzi, una pistola mitragliatrice,
utilizzata dalle forze armate di una cinquantina di Paesi.

Yves Gollety, Presidente dell’associazione dei professionisti detentori d’armi:
“L’uzi proverebbe che si tratta di un ex militare, ma potrebbe aver avuto quest’arma da un altro militare, in un viaggio in Africa, grazie a traffici. Si può arrivare a avere queste armi in diversi modi”.

Mohamed Merah aveva probabilmente i suoi contatti, non era uno sconosciuto per i servizi di sicurezza.

Seguito da anni dai servizi segreti francesi, il giovane si era recato due volte in Afghanistan e in Pakistan, non è provato però che abbia partecipato a campi di addestramento di Al Qaida.

Ha rivendicato la propria appartenenza a Al Qaida.
Bisognerà verificare se le sue siano le farneticazioni di un pazzo solitario o se l’uomo faccia parte di una cellula organizzata.

I suoi legami con alcuni salifisti e Jihadisti sono stati accertati, sarebbe stato vicino al gruppo francese Forsane Allizza, smantellato in febbbraio dal ministro dell’Interno Claude Gueant.

Un gruppuscolo sul cui sito, chiuso martedì sera, si potevano trovare foto che inneggiavano il martirio di bambini palestinesi.

Forsane Alizza reclutava i suoi uomini via internet. In Francia sono più di dieci le persone che hanno risposto a questo tipo di inviti.

L’ultimo attentato oltralpe per mano di estremisti islamici risale al 1995. Malgrado la calma apparente, i sospettati di avere legami con estremisti islamici restano sotto le stretta sorveglianza dei servizi segreti.

La loro missione è chiara: una volta rientrati nel proprio Paese, devono portare a termine attentati.

La tragedia di Tolosa e Montauband poteva, allora, essere evitata?
È la domanda che è risuona in queste ore in una Francia sotto choch.