ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

No agli sprechi nella pesca: si va verso il divieto della pratica dei rigetti

Lettura in corso:

No agli sprechi nella pesca: si va verso il divieto della pratica dei rigetti

Dimensioni di testo Aa Aa

L’accordo non c‘è ma si sono fatti progressi importanti nella riforma della politica della pesca. I ministri europei hanno discusso in particolare come eliminare la pratica dei rigetti in mare del pescato non voluto: si tratta di pesce rigettato in mare, spesso morto, perché ha poco valore commerciale o è troppo piccolo. Si parla di centinaia di migliaia di tonnellate sprecate.

A Bruxelles lunedi’ l’Italia ha appoggiato l’interdizione di questa prassi, ed anche Francia e Spagna inizialmente contrarie al divieto, hanno ammorbidito le loro posizioni, chiedendo un approccio piu’ specifico secondo le zone di pesca.

Contro la pratica dei rigetti in mare, anche un cuoco britannico di fama internazionale si é mobilitato. Hugh Fearnley-Whittingstall ha lanciato una petizione on line, sottoscritta da oltre 780.000 persone in tutta europa per dire no agli sprechi.

Anche i pescatori, dice il cuoco Hugh Fearnley-Whittingstall, sostengono la causa: “Certo ci sono delle preoccupazioni, perché eliminare l’obbligo dei rigetti in mare, potrebbe diminuire il valore del pescato. Questo potrebbe avvenire nell’immediato, ma nel lungo periodo, forse sarebbe possibile incrementare le quote perché ci sarebbero meno sprechi, a vantaggio dei pescatori”

Su questo punto le discussioni continueranno, i ministri europei hanno trovato invece un accordo per regolare l’accesso della pescherecci europei alle acque non -europee. Una prassi criticata da Greenpeace che questo mese ha condotto un’azione nelle acque del Nord Africa, denunciando l’impoverimento delle risorse ittiche per le comunità locali. L’Unione europea pesca ogni anno oltre un milione di tonnellate di pesce in acque non europee.