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In 10 per una poltrona: volti e numeri della corsa all'Eliseo

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In 10 per una poltrona: volti e numeri della corsa all'Eliseo

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Il Consiglio Costituzionale ha messo la parola fine alla “guerra della candidature”:  saranno in 10 a concorrere alle presidenziali francesi del 22 aprile e 6 maggio. Contestatissimo requisito richiesto dal 1976: le firme di sostegno di almeno 500 sindaci o “grandi elettori”. 
 
In ritardo nelle ultime settimane, il presidente uscente Nicolas Sarkozy ha da poco superato di un soffio Francois Hollande nei sondaggi sul primo turno. Al secondo il socialista sarebbe tuttavia ancora in netto vantaggio e non è escluso che ad accedervi sia un terzo incomodo che sparigli le carte. In testa nei numeri la candidata di estrema destra Marine Le Pen, seguita dal centrista Francois Bayrou e dal rappresentante del Front de gauche Jean-Luc Mélenchon.
 
Portabandiera del tradizionale bipolarismo francese, i candidati di UMP e Partito Socialista, Sarkozy e Hollande incarnano agli occhi di molti il concetto di “voto utile” contro lo spettro della dispersione, che nel 2002 portò al secondo turno Jean-Marie Le Pen. Al primo, proprio la figlia Marine potrebbe tuttavia oggi riuscire, con il MoDem Bayrou, a rosicchiare i consensi degli scontenti e dei sostenitori di una “terza via”.
 
Bacino che sta gonfiando anche i numeri di Mélenchon: sospinto oltre il d10% dal suo verbo anticapitalista, il candidato del “Front de gauche” minaccia il sogno socialista di una sinistra unita sotto la bandiera di Hollande. 
 
Sensibilmente staccati dal treno di testa gli altri cinque candidati. L’europarlamentare verde di origini norvegesi Eva Joly stenta a capitalizzare sul fronte politico la notorietà guadagnata con la sua carriera in magistratura. Marginali anche i numeri di Nicolas Dupont Aignan, transfuga dell’UMP e fondatore di un partito orientato al “gaullismo sociale”, del candidato del partito anticapitalista Philippe Poutou e del controverso seguace di Lyndon La Rouche, Jacques Cheminade.
 
Una galassia che si presenta tuttavia meno numerosa delle due precedenti presidenziali. Nel 2002 e 2007 a presentarsi ai nastri di partenza furono rispettivamente in 16 e in 12.
 
Il calendario ufficiale prevede che la campagna presidenziale si svolga tra il 9 ed il 20 aprile. Due giorni dopo avrà luogo il primo turno. Il 6 maggio l’eventuale secondo. Il 17 il nuovo presidente assumerà poi le funzioni. 
 
Determinanti per l’incisività della sua azione politica saranno comunque le elezioni legislative di giugno: l’eventuale affermazione di una maggioranza di segno opposto potrebbe complicare non poco la vita al nuovo inquilino dell’Eliseo.