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George Clooney in manette per i profughi sudanesi

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George Clooney in manette per i profughi sudanesi

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Le immagini di George Clooney in manette a Washington, dopo una protesta davanti all’ambasciata sudanese, hanno fatto il giro del mondo.

Obiettivo raggiunto dalla star per accendere i riflettori sull’emergenza umanitaria dei rifugiati del Blue Nile State.

Mercoledì Medici senza Frontiere aveva lanciato un appello, caduto nel vuoto.

“Stiamo cercando di attirare l’attenzione su un’emergenza in corso”, ha detto Clooney poche ore dopo essere stato liberato con il padre Nick, volto famoso del giornalismo televisivo americano, “Mancano sei settimane alla stagione delle piogge e molte persone rischiano di morire. Uno dei mezzi per attirare l’attenzione è stato quello di farsi arrestare”.

Il Blue Nile State è diviso fra Sudan e Sud Sudan. Ci sono continui bombardamenti e combattimenti che hanno messo in ginocchio la popolazione.

80.000 persone si sono rifugiate nei due campi profughi di Doro e Jamam, in una zona aridissima del Sud Sudan.

Gli operatori umanitari non riescono a garantire loro abbastanza acqua, cibo e assistenza sanitaria.

Occorre agire in fretta. Con l’imminente stagione delle piogge l’area diventerà ancora piu inaccessibile agli aiuti.