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Due esplosioni a Damasco. Lunedì arrivano inviati Annan

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Due esplosioni a Damasco. Lunedì arrivano inviati Annan

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Un duplice attacco colpisce Damasco, nel momento in cui la comunità internazionale fatica a trovare una soluzione di pace per la Siria. I morti sono almeno 27, quasi cento i feriti. Le autobombe sono saltate in aria davanti alla sede della polizia criminale e dell’intelligence. Tra le vittime ci sono agenti di sicurezza e civili.

E’ l’ultimo di una serie di attentati compiuti in Siria negli ultimi mesi, a gennaio nella capitale erano morte 26 persone. E’ avvenuto due giorni dopo l’anniversario dell’inizio della rivolta. Il regime di Bashar Al Assad e i militanti per la democrazia si rimpallano la responsabilità degli attacchi. C‘è chi ipotizza che al Qaeda abbia infiltrato i ribelli.

“Questa è la nostra primavera, è la primavera che sboccerà in Siria”, dice un residente. “Nessuno al mondo potrà costringerci a fare ciò che non vogliamo. Continueremo a sostenere il nostro Paese, daremo il sangue, sacrificheremo figli e animi per la Siria. Non importa quello che fanno loro, resteranno più piccoli del più piccolo stivale di un soldato siriano”.

Lunedì sono attesi a Damasco gli esperti del mediatore Kofi Annan per discutere la proposta di invio di osservatori internazionali nel Paese. Per ora la risposta del regime, ha detto Annan, è stata deludente. Questo fine settimana inoltre l’Onu dovrebbe partecipare per la prima volta a una missione di valutazione dei bisogni umanitari della popolazione, sotto il controllo del governo.