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Strage di afghani, parla l'avvocato del militare

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Strage di afghani, parla l'avvocato del militare

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Il soldato statunitense accusato della strage di civili compiuta domenica scorsa in Afghanistan aveva problemi di alcool e di stress. Lo ammettono in via ufficiosa fonti americane.

Il nome del militare, che avrebbe 38 anni, sarà rivelato solo quando saranno resi noti i capi d’accusa a suo carico, cioè non prima di alcune settimane. Lo ha riferito il suo avvocato difensore, che ha aggiunto: “Non ha mai detto niente contro i musulmani. Non ha mai detto niente di male sui mediorientali. In genere, è una persona molto tranquilla .”

L’accusato è ora detenuto in una base americana in Kuwait in attesa di essere processato.

Era stato ferito in una precedente missione in Iraq, dove era rimasto per 3 anni.

“Gli avevano detto – precisa il suo legale – che non sarebbe stato mandato di nuovo in missione. Sia lui che la sua famiglia pensavano che il suo periodo nel Medio Oriente fosse finito. E poi di colpo, tutto è cambiato. Quindi penso che sarebbe giusto dire che lui e la sua famiglia non erano felici che ripartisse.”

La strage ha complicato i rapporti tra Stati Uniti e Afghanistan, già messi alla prova dal fatto che alcune copie del Corano fossero state date alle fiamme nella prigione di Bagram.