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Annan: "La situazione in Siria potrebbe ripercuotersi su tutta la regione"

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Annan: "La situazione in Siria potrebbe ripercuotersi su tutta la regione"

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Un altro venerdì di violenza in Siria. L’ennesimo da un anno a questa parte, da quando è iniziata la rivolta contro Bashar Al Assad. Ogni giorno, in diverse città del Paese, l’esercito apre il fuoco contro i manifestanti anti-regime e il numero delle vittime cresce. Secondo le organizzazioni umanitarie
i morti sarebbero almeno novemila. La diplomazione
prosegue incessante il suo lavoro ma ogni tentativo di mediazione sembra inutile.

Così Kofi Annan, inviato dell’Onu e della Lega
araba: “Tendiamo a focalizzarci sulla Siria ma ogni errore di calcolo che porti a un’ulteriore escalation avrà un’impatto sull’intera regione che sarà estremamente difficile da gestire. Alcune persone
paragonano questa situazione a quella della Libia o ad altre situazioni. Ma credo che quella della Siria sia molto più complessa. Ed è per questo che tutti si muovono con molta cautela”.

Nei prossimi giorni arriveranno nel Paese i consiglieri di Kofi Annan. Intanto però i siriani continuano a morire e a fuggire. Mentre una risoluzione unanime del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che condanni Damasco è ancora lontana.