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Sarkozy in campagna elettorale esalta la politica "dei fatti concreti"

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Sarkozy in campagna elettorale esalta la politica "dei fatti concreti"

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La corsa all’Eliseo è cominciata: il primo turno delle presidenziali si terrà il 22 aprile. Il 6 maggio ci sarà la seconda tornata, la sfida decisiva tra i due candidati rimasti in lizza.
Nicolas Sarkozy scommette su un secondo mandato: vuole completare il lavoro iniziato cinque anni fa. Il quinquennato lo ha condotto a passo di carica. Cantieri aperti su piu’ fronti, varo di riforme spesso impopolari, continui interventi anche sul palcoscenico internazionale. In Francia lo chiamano l’omni-president. Sarkozy l’iper-attivo candidato dell’UMP è sicuro di riuscire ancora una volta a sorprendere. Ecco il suo ritratto, in un reportage firmato da Sophie Desjardin

“La vita mi ha insegnato che il giorno in cui si pensa di non poter perdere una cosa cara è il giorno in cui la si perde”
Ecco il Nicolas Sarkozy versione 2012: umile e prudente ma pronto a battersi per restare all’Eliseo.
Abbiamo seguito il candidato presidente durante la sua visita nei dipartimenti della Loira e dell’Alta Loira, dove la disoccupazione è molto elevata.

Il candidato si offre ai microfoni di radio e televisioni e diffonde le sue parole d’ordine:

“Quando mi batto per un obiettivo lo faccio completamente. L’ho sempre fatto in vita mia. Non ho mai fatto politica solo a parole, la mia è politica del fare”.
La visita a Issingeaux, sede di “Lejaby” è altamente simbolica: grazie all’impulso dell’Eliseo le 82 operaie dello stabilimento di biancheria a rischio licenziamento hanno potuto beneficiare di una formazione ad hoc che prevede la rincoversione della fabbrica nel settore del cuoio.

Dal Sarkozy del 2012 al Sarkozy degli albori: facciamo un passo indietro. Sarkozy non ha ancora 20 anni quando si lancia in politica. Avvocato e poi sindaco di Neuilly si schiera al fianco di Jacques Chirac di cui diventa stretto collaboratore. Nel 1995 fa una scelta che gli costerà cara. In campagna elettorale si schiera per Edouard Balladour che i sondaggi indicano come il probabile vincitore. Errore. E’ Chirac a passare al secondo turno delle presidenziali e Sarkozy ne paga lo scotto. Saranno sette anni di purgatorio e di lenta risalita coronata nel 2002 dalla nomina a ministro dell’interno. All’Eliseo c‘è Chirac. Sarkozy ricopre gli incarichi di ministro delle finanze, di presidente dell’UMP per poi tornare di nuovo agli interni nel 2005. E’ in questa veste che riesce a imporre il suo stile e la sua personalità Uno stile che urta i suoi detrattori ma piace ai suoi fans sempre piu’ numerosi. I sondaggi registrano la sua ascesa, la sua crescente popolarità. Nel maggio del 2007 Sarkozy viene eletto presidente della Republique. Un presidente senza complessi, che predica la rottura con la vecchia politica e esibisce in pubblico amicizie milionarie. Passa le prime vacanze dopo l’elezione sullo yacht dell’imprenditore Bolloré, fa jogging assieme alle guardie del corpo, frequenta cantanti e attori comici e non i salotti intellettuali. La sua vita privata è costantemente sotto i riflettori. Divorzia dalla moglie, poi inizia il nuovo idillio con Carla Bruni con cui convolerà a nozze

I francesi faticano a stargli dietro. Sarko’ il presidente dei ricchi a cui piace piacere è onnipresente, frenetico. Lo strappo con il passato pero’ è forse troppo forte.
Sarkozy lo capisce e cambia stile: la crisi finanziaria è il fattore ultimo che lo spinge a piu’ solennità a piu’ moderazione.

A Yssingeaux dopo l’incontro con le lavoratrici di Lejabi Sarkozy si rimette in cammino inseguito da telecamere e giornalisti. Sul piazzale incontriamo Lucien che con la sua telecamera copre l’attualità della regione. Di presidenti Lucien ne ha incontrati, si ricorda di Giscard e di Chirac. Altri tempi, altri stili:

“Ah tutto è molto cambiato. Per me queste difficoltà, questi ostacoli ad avvicinare il presidente sono un po’ ridicoli. Jacques Chirac era anche lui un grand’uomo ma lo si poteva avvicinare facilmente, chiunque poteva parlargli”

Anche le operaie non sembrano particolarmente convinte:
“Siete contente che sia venuto in visita?”
“No, non particolarmente, è una buona cosa ma niente di piu’”
“E’ venuto a fare campagna elettorale, se veramente avesse voluto occuparsi del tema disoccupazione lo avrebbe potuto già fare: ha avuto 5 anni a disposizione”

Seconda tappa della giornata: un incontro con i 750 abitanti di un piccolo villaggio che sono stati avvertiti della visita di Sarkozy soltanto la sera prima. Mentre il candidato è all’interno del bistrot a colloquio con alcune donne la folla si accalca all’esterno. L’ospite ha i minuti contati, poco dopo è già ripartito.

La sera lo ritroviamo a St Juste St Rambert nella Loira. La piccola sale municipale puo’ ospitare al massimo 1200 militanti. Il candidato dell’UMP parlerà loro a lungo del coraggio in politica. Quel coraggio che gli è stato necessario per far approvare la riforma delle pensioni.
Sentiamolo:
“Per tutti non era il buon momento, non è mai il buon momento. Per tutti non era una buona riforma, non è mai una buona riforma e tutti mi consigliavano di fare come molti altri, di nascondere la polvere sotto il tappeto, chi se ne importa se a pagare saranno i nostri figli. Io non voglio che siano i nostri figli a pagare il debito di una generazione incapace di assumersi le proprie responsabilità”

Senso di responsabilità, coraggio, lavoro i temi del discorso elettorale. Sarkozy parla anche di immigrazione. La Francia è un paese aperto ma non puo’ accogliere tutti indiscriminatamente:
“A forza di voler integrare tutti il sistema si è bloccato. Contestarlo è negare la realtà, rifiutarsi di vederla. Se saro’ eletto proporro’ di ridurre della metà gli ingressi sul nostro territorio. Sappiate una cosa miei cari amici: io ho bisogno di voi, aiutatemi a costruire una Francia forte, aiutatemi in questi due mesi di campagna elettorale, aiutatemi a far trionfare le nostre idee, i nostri valori, il nostro ideale; viva la Francia! e viva la Repubblica!”