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Incidente in Svizzera. Il dolore a Haverlee

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Incidente in Svizzera. Il dolore a Haverlee

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La scuola cattolica di Sint-Lambertus a Haverlee è rimasta aperta per accogliere le famiglie accorse in cerca di notizie. È da qui che poi i familiari sono partiti, in gruppo, per l’aeroporto, dove li attendeva il volo per la Svizzera.

24 degli allievi presenti sul pullman schiantatosi la notte scorsa in Svizzera provenivano da questo istituto; 16 si sono salvati, riportando ferite di varia gravità, 8 non sono stati ancora identificati e si teme il peggio. I due accompagnatori a bordo sono morti. L’emozione ha travolto tutto il paese:

“È terribile, Non ci sono parole per esprimere quello che si deve provare in certi momenti – dice una donna – Mi metto al posto dei genitori che questa mattina si aspettavano di riabbracciare i propri figli dopo la settimana bianca. È una cosa inimmaginabile…”

Louis Tobback, il sindaco di Lovanio, la città vicina, ha espresso perplessità su come le autorità elvetiche hanno gestito il dialogo con le famiglie:

“Ci è sembrato che lo scambio di informazioni non sia stato fatto come si sarebbe dovuto. Dico: per chiedere un numero di telefono in Svizzera da contattare per identificare i bambini… e cose di questo tipo. Abbiamo addirittura avuto l’impressione che in Svizzera a un certo punto, abbiano voluto interrompere ogni comunicazione, perché erano sommersi dalle telefonate”.

Subito si è organizzata una catena di solidarietà per aiutare le mamme e i papà toccati dalla tragedia. I bambini, compagni di scuola delle vittime, hanno espresso, a modo loro, il proprio dolore.

“La cosa più difficile da sopportare qui ad Haverlee è il dubbio – dice la nostra inviata Audrey Tilve – Ci sono 8 bambini che ancora non sono stati identificati. Una cellula di medici e psicologi è a fianco dei genitori partiti per la Svizzera”.