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La base dei suicidi che addestrò il killer di Kandahar

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La base dei suicidi che addestrò il killer di Kandahar

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Afghanistan sotto chock per una strage assurda, che ha provocato sedici vittime e ha soffiato sul fuoco dell’odio anti-americano.

Kabul punta il dito contro una presenza militare che si fa ogni mese più ingombrante. A Washington nessuno cerca di giustificare ciò che non può essere giustificato. Ma ci si interroga sulle conseguenze di una missione entrata nel suo undicesimo anno. Il segretario di stato Hillary Clinton lo definisce “un incidente inspiegabile che solleva molte domande”.

Se una risposta deve arrivare, i quadri delle forze americane proveranno forse a cercarla anche nella base Lewis Mc Chord, nello stato di Washington. E’ da qui che proviene il sergente accusato del massacro di Kandahar. Era al suo primo dispiegamento in Afghanistan, ma aveva già servito tre volte in Iraq.

“Non conosco nessuno al mondo che direbbe che uccidere sedici civili, bambini inclusi, sia una cosa normale – sostiene il soldato Jared Richardson – Meno che mai se a farlo è qualcuno che indossa un’uniforme dell’esercito americano. Quello che è successo è inaccettabile”.

La base Lewis Mc Chord ospita 100mila persone tra militari e civili e ha un triste primato in fatto di suicidi: dodici l’anno scorso. Da qui provenivano anche i responsabili dell’omicidio volontario di tre afgani nel 2010. Duro il commento dell’ex militare Jorge Gonzales: “Da questa base sono usciti gli assassini dei tre afgani, una lunga serie di suicidi e soldati con sindrome post traumatica. Quel che è successo non è così sorprendente”.