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GB: paralizzato porta in tribunale il suo diritto alla morte

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GB: paralizzato porta in tribunale il suo diritto alla morte

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Completamente paralizzato dal 2005 per un’emorragia cerebrale, da tempo rivendica il diritto di morire e ora potrà portare il caso in tribunale.

Il britannico Tony Nicklinson, 58 anni, ha il pieno appoggio della sua famiglia, che lo aiuta a comunicare attraverso un apposito computer: ‘‘Sono felice che i temi che riguardano la morte assistita siano esposti in tribunale. I politici e il pubblico non si possono lamentare se i tribunali forniscono una piattaforma di dibattito mentre la politica continua a ignorare una delle problematiche più importanti della nostra società. Non è accettabile che la medicina del 21esimo secolo sia governata da una concezione della morte del 20esimo’‘.

La decisione dell’alta corte di giustizia apre la via a una difficile producedura giudiziaria. Nicklinson chiede l’eutanasia senza conseguenze per il medico. “Oggi”, commenta il suo legale, “ha bisogno di essere aiutato a mettere fine ai suoi giorni e, arrivato il momento, vuole poter morire con dignità”.

Il ministero della Giustizia ha già fatto sapere che un precedente di questo tipo modificherebbe le leggi in materia.

Ma per lui, è solo un modo per farla finita con una vita che definisce ormai “avvilente, priva di dignità e intollerabile’‘.