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Giappone: il ricordo di un disastro

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Giappone: il ricordo di un disastro

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Un minuto di doloroso silenzio. E l’intero Giappone si ferma per un triste anniversario: era l’11 marzo del 2011, quando un devastante terremoto e lo tsunami colpirono il Paese. Commemorazioni nazionali a Tokyo alla presenza dell’imperatore Akihito e del premier Noda. Preghiere e cerimonie anche nelle tre province più colpite dalla catastrofe, tra cui Fukushima teatro del peggior disastro nucleare degli ultimi decenni, dopo quello di Chernobyl.

A un anno da quel sisma che fece oltre 20 mila morti, da quel maremoto che inghiotti’ migliaia di case, il Giappone resta spaccato. Oltre 320.000 persone vivono ancora nei rifugi temporanei, mentre i lavori di ricostruzione sono solo all’inizio. Migliaia di sopravvissuti e milioni di giapponesi chiedono alla classe dirigente di non dimenticare le vittime e i piccoli-gradi eroi.

Intanto il Paese tra il rischio di contaminazione e le storie quotidiane di villaggi scomparsi ricorda, promette e chiede a tutti i giapponesi, ancora una volta, solidarietà e coesione. Esattamente come un anno fa.