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Gli slovacchi votano alle elezioni anticipate

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Gli slovacchi votano alle elezioni anticipate

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Tra scandali di corruzione e la promessa di un cambio di rotta, la Slovacchia vota alle elezioni anticipate. L’ex-premier Robert Fico – 47 anni – ha portato il partito socialdemocratico pro-europeo Smer alla conquista dei sondaggi, con l’impegno di tassare i ricchi e proteggere la classe operaia, nel secondo Paese più povero dell’Eurozona, dove il tasso di disoccupazione sfiora il quattordici percento.

Ha già annunciato invece che lascerà la politica Iveta Radicova Radiciova, che dal 2010 ha guidato una coalizione quadripartitica di centro-destra. La premier uscente paga la disfatta sul Fondo salvastati europeo – nella cui partita la Slovacchia divenne ago della bilancia – alla fine ratificato, ma con la sua promessa di uscire di scena. Andrà a insegnare Scienze sociali a Oxford, in Inghilterra.

A iniziare dall’Unione dei Cristiano democratici dell’attuale ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda, i principali partiti di destra vedono i consensi in netto calo. Soprattutto a causa di uno scandalo di corruzione originato dal cosiddetto dossier “Gorilla”, che ha rivelato collusioni tra politica e affari.

Per scegliere chi occuperà i centocinquanta seggi in palio del Parlamento unicamerale di Bratislava sono chiamati circa quattro milioni e mezzo di elettori.