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La crisi apre nuove frontiere al turismo

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La crisi apre nuove frontiere al turismo

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Il turismo ai tempi della crisi in scena a Berlino, alla più importante fiera del settore con dieci mila espositori e 187 nazioni.

Per i paesi che hanno vissuto la primavera araba e quelli in crisi economica, l’occasione di invertire una rotta negativa.

Tunisia, Giordania, Egitto, Grecia, tutti paesi dal grande fascino turistico, oggi snobbati dai viaggiatori che cercano posti più sicuri, come il Marocco. E come Dubai.

“Negli ultimi 10 anni Dubai è stata scelta da turisti di tutto il mondo: la vedono come una meta sostenibile, sicura e protetta, questa è l’immagine di Dubai”, spiega Abdullah bin Suwaidan, vice-direttore del dipartimento del turismo di Dubai, “Nel 2011 abbiamo avuto 9 milioni di visitatori, con un aumento del 10 per cento rispetto all’anno prima. Penso che stiamo andando nella giusta direzione per promuovere Dubai come destinazione per ogni tipo di turista”.

Giovanni Magi, euronews
“Con 4500 miliardi di euro di giro d’affari annuo e oltre 250 milioni di posti di lavoro nel mondo”, commenta da Berlino Giovanni Magi di euronews, “il settore dei viaggi è uno dei più importanti, ancor più dell’industria automobilistica. Ogni cambiamento provocato da possibili crisi viene dunque preso in seria considerazione dagli operatori”.

La crisi economica del 2008 e i recenti sommovimenti politici hanno favorito l’emergere di nuove destinazioni e hanno spinto i paesi di antica tradizione turistica a modificare e diversificare l’offerta. Due esempi per tutti: Albania e Messico.

“Negli ultimi anni abbiamo una crescita costante delle visite dei turisti, cerchiamo in particolare i turisti che sono alla ricerca di un’esperienza, prima di tutto”, dice Arber Uka, capo della promozione turistica del ministero albanese, “E’ ovvio che la natura e il mare sono delle attrazione che rimangono sempre al top, però ci sono sempre questi turisti a cui piace trovare destinazioni nuove, sono alla ricerca di cose nuove che non sono state viste”.

“Ciò che il Messico sta facendo dallo scorso anno, secondo le direttive del presidente Felipe Calderon, è ottimizzare le risorse”, illustra Javier Aranda Pedrero, responsabile europeo del Consiglio di promozione turistica messicano, “È stato firmato un accordo nazionale per il turismo, cento punti su cui lavorare insieme per migliorare l’attività turistica. E ci siamo fissati un obiettivo: far risalire il Messico nella classifica dell’Organizzazione mondiale del turismo dall’attuale decimo posto al quinto”.

Senza dimenticare che lo sviluppo del settore viaggi, con nuove mete e nuove proposte, può essere un ottimo incentivo per ciò che oggi interessa tutti, la crescita economica.