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L'accordo con i privati non salva l'economia Grecia

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L'accordo con i privati non salva l'economia Grecia

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L’intesa raggiunta tra Governo greco, troika e investitori privati da ossigeno ad Atene, ma non aiuta la ripresa economica del Paese. Disoccupazione a livelli record, Pil in caduta libera e mercato dei consumi sempre più in crisi: la bancarotta è sempre alle porte.

Ne parliamo nella nostra intervista con Marc Touati, economista e Direttore della società finanziaria Assya.

Grecia, l’economista Marc Touati: “La zona Euro finirà per esplodere”.
 
Il giornalista di euronews Pierre Assémat ha intervistato l’economista Marc Touati. 
 
 
Pierre Assémat, euronews:
 
“Siamo in collegamento con Parigi, con Marc Touati, economista, direttore generale della società  finanziaria Assya.
 
Buongiorno Marc. Parliamo della Grecia. Atene ha raggiunto un accordo con i creditori. Questo significa dunque che la Grecia non poteva pagare, e che è di fatto in default? 
 
MT:
 
“Si capisce bene che si tratta di una fuga in avanti. Un defaul mascherato, ma che non ha di certo risolto il problema di fondo: ossia l’assenza di crescita che è, direi, il solo mezzo per potere ridurre il debito pubblico nel medio periodo. Per il momento abbiamo soltanto tamponato la situazione per calmare le acque, ma globalmente siamo molto, molto lontani dall’aver salvato la Grecia”.
 
PA:
Le istituzioni internazionali sono tuttavia unanimi e parlano di successo…
 
MT:
“Beh, intendiamoci, se l’accordo fosse fallito sarebbe stato incredibile. Le banche, gli investitori privati alla fine hanno invece accettano di tagliare la metà delle loro obbligazioni nei confronti della Grecia, con uno scambio di vecchi con nuovi titoli.
 
Dunque, tra virgolette, si dà ancora fiducia a una Grecia che di fatto non ha i mezzi per pagare. Perciò è un accordo comunque eccezionale.
 
Non si tratta nemmeno di un successo completo, poiché siamo intorno all’85 percento dello scambio, mentre si era fissato un obiettivo intorno al 90, 95 percento, dunque non è proprio un successo totale.
 
Tuttavia, i greci hanno a disposizione la cosiddetta clausola d’azione (collettiva), dove questa costringe certi creditori ad accettare questi scambi, nonostante non lo avessero voluto fino ad ora.
 
PA:
 
“Lei dice dunque, abbiamo guadagnato tempo”
 
MT:
“È quello che facciamo da tre anni di crisi greca, si guadagna tempo, e poi certo parliamo della Grecia, ma non c‘è solo la Grecia. Oggi – a parte la Germania, la Finlandia e il Lussemburgo – in tutti i Paesi della zona Euro compresa la Francia, in tutti questi Paesi ogni anno, in alcuni da cinque anni, la crescita non basta nemmeno per rimborsare gli interessi del debito pubblico”.
 
 
Ma, tuttavia, dimentichiamo l’essenziale, la crescita. E dunque fino a quando non ci sarà crescita, e questa non arriverà poiché si stanno adottando misure di rigore, in genere sarà tutto inutile. Che sia per la Grecia, il Portogallo, la Spagna o l’Italia. Oggi noi abbiamo bisogno prima di tutto di crescita, e sfortunatamente nulla viene fatto per sostenerla.
 
PA:
 
“Concretamente cosa significa tutto questo per il popolo greco. Per quanto tempo dovrà sopportare il rigore?”
 
MT:
“È importante procedere a un risanamento del bilancio, ma occorre anche addolcire la pillola.
 
Dunque creare un po’ di crescita, avere un euro più debole, tassi di interessi più bassi, una banca centrale europea che acquisti direttamente debito pubblico per permettere alle banche di finanziare l’economia e parallelamente, una sorta di piano di rilancio a livello di zona euro finanziato da eurobond.
 
Tutto questo non viene fatto, i tedeschi non lo vogliono. Possiamo capire perché. Oggi ci sono troppi Paesi, a iniziare dalla Francia, che hanno lasciato correre a livello di bilancio. Sfortunatamente, a livello globale, fino a quando non avremo crescita, non potremo uscire dalla crisi.
 
Dunque mi dispiace dirlo, ma questa crisi durerà ancora purtroppo.
 
PA:
Marc Touati, lei ha appena pubblicato un libro (‘Quando la zona esploderà’) nel quale afferma che la zona euro può ancora esplodere. È sempre sul punto di esplodere?”
 
MT:
“Occorre parlare dei problemi reali, dei pericoli reali che minacciano la zona euro oggi. Lo sappiamo dall’inizio, fino a quando non ci sarà una zona euro che implichi un’area monetaria ottimale, ossia con un’integrazione perfetta delle differenti economie, un’armonizzazione delle condizioni fiscali, dei regolamenti, un bilancio federale, etc, fino a quando non sarà instaurata la crescita, la zona euro sarà minacciata.
 
Ma se continuiamo così, mi dispiace dirlo, nei prossimi cinque anni, la zona euro potrà e finirà sicuramente per esplodere.
 
PA:
Marc Touati, voi siete economista, grazie per aver risposto alle domande di euronews da Parigi
 
MT
Con piacere.