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Fukushima, un anno dopo c'è anche chi torna a vivere accanto alla centrale

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Fukushima, un anno dopo c'è anche chi torna a vivere accanto alla centrale

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Tomioka, a 12 chilometri da Fukushima. Un ambiente irreale, visibili ovunque i segni del terremoto. Invisibili e più pericolosi, invece, gli effetti radioattivi della catastrofe: un elemento che farebbe restare chiunque lontano da qui. Ma non Naoto Matsumura, che ha deciso di tornare a vivere nella sua fattoria.

“Non so se sia sano al cento per cento tornare qui, ma per la gente della mia età non è un problema. Non so come si sentano le persone con bambini piccoli, ma credo non ci siano problemi per quelli della mia età a tornare”.

L’incidente alla centrale atomica ha di fatto portato a ridiscutere il ruolo dell’energia nucleare, come riconosce Yukia Amano, direttore generale dell’Aiea.

“Fukushima è stato una specie di segnale d’allarme, la gente è tornata a interrogarsi sulla sicurezza nucleare. Ora è chiaro a tutti come la sicurezza sia prioritaria.

Nel mondo esistono 435 reattori in esercizio. Dopo l’incidente giapponese Germania, Svizzera e Belgio hanno deciso di uscire dal nucleare.