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Torna in tribunale il disastro del Concorde. Quattro persone sono accusate di negligenza nel processo di appello contro la compagnia aerea statunitense Continental. Altri due imputati saranno giudicati nel gennaio del 2013.

Il supersonico dell’Air France si schiantò nei pressi di Parigi il 25 luglio 2000, poco dopo il decollo. Il primo grado ha stabilito che un Dc10 della Continental aveva perso sulla pista una striscia di titanio che perforò il serbatoio del Concorde innescando un incendio.

“Diciotto testimoni spiegano che il Concorde prese fuoco prima di impattare questa striscia di titanio – sostiene l’avvocato della Continental ailines Olivier Metzner – e che, a causa delle fiamme, l’incidente era inevitabile. Inoltre, il giudice non è statao in grado di spiegare in che modo l’aereo abbia preso fuoco”.

“È palese, dopo aver visto il fascicolo nel dettaglio, che questa striscia, staccata dal velivolo Continental, è alla radice dell’incidente – è il parere di Fernand Garnault, legale dell’Air France – e, di conseguenza, siamo qui contro la Continental”.

113 persone persero la vita nel disastro. In primo grado la Continental è stata condannata a una multa di 200mila euro, l’Air France a pagare 1 milione di danni. La sciagura decretò il declino del Concorde con l’ultimo volo effettuato nel 2003.

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