ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Super Tuesday: il vero vincitore è Obama

Lettura in corso:

Super Tuesday: il vero vincitore è Obama

Dimensioni di testo Aa Aa

Quella di ieri doveva essere la giornata decisiva per l’incoronazione di Mitt Romney a candidato repubblicano alla presidenza americana. In palio c’erano dieci Stati. L’ex governatore del Massacchussets se n‘è aggiudicati sei, tra cui uno dei cosiddetti swing state, che non sono tradizionalmente né a maggioranza repubblicana, né democratica e il cui voto è considerato decisivo per l’esito … ….delle stesse presidenziali.

Ai suoi sostenitori, Romney ha gridato “Vado a prendermi la nomination”, il candidato mormone, in realtà, ha vinto ma per il momento non ha ancora convinto.

L’ultraconservatore Rick Santorum, l’avversario più temibile per Romney, ha trionfato dagli stati meridionali: il Tennessee, Oklahoma e North Dakota

Santorum è andato oltre le aspettative vincendo sì dove era favorito, ma dove ci si attendeva anche un Romney più battagliero che andasse a insidiargli la vittoria.

Newt Gingrich, invece, è riuscito a imporsi solo in Georgia. Non ha ancora formalmente annunciato il ritiro dalle primarie ma, dopo i risultati di ieri, non dovrebbe rimanere in corsa ancora per molto.

Romney, in rosso, resta comunque in testa per numero di delegati, delegati cui spetterà scegliere il candidato repubblicano alle presidenziali nella convention di agosto.

Ce ne vogliono 1144 per ottenere l’investitura ufficiale.

La prossima settimana si svolgeranno le primarie in Alabama e Mississippi, stati ultra-conservatori dove sarà difficile vedere un Romney vittorioso.

La matassa di queste primarie fatica a dipanarsi, un’alternativa a Romney non esiste eppure l’ex presidente di “Bain & C” è costretto a prolungare una dispendiosa campagna elettorale contro gli avversari interni al suo partito .

-Jeffry Frieden, politologo a Harvard, ben ritrovato su euronews.
Santorum ritagliandosi un ruolo da anti-Romney ha parlato di vittoria contro le avversità Romney, invece, dice di essere ancora più ottimista in previsione di Novembre. Ha vinto in sei stati, 3 sono andati a Santorum, Gingrich ha trionfato nel proprio stato. Come interpreta l’esito del super tuesday?

“La grande notizia è l’Ohio, per il resto le cose sono andate come da previsione. Gingrich ha conquistato la Georgia e Romney ha trionfato, come previsto, nel suo stato, il Massachussett e il Vermont. L’Ohio era la grande scommessa, la bella notizia per Romney è che ha vinto in Ohio, la brutta notizia è che ha vinto di misura.
Eravamo vicini a un risultato che poteva dare a Santorum una chance ulteriore.
Possiamo dire che Romney resta il favorito ma l’esito è stato tale che Santorum e Gingrich restano in corsa. Per cui si continua”.

-In altre occasioni il candidato è stato designato con largo anticipo, in questo caso c‘è àncora una grande suspance. Quale delle due situazioni descrive meglio l’elettorato repubblicano?

“Queste primarie ci hanno detto molto del partito repubblicano, sia degli attivisti che dei simpatizzanti. Ci hanno detto innanzitutto che il partito repubblicano è molto frammentato. Da un lato hai il nocciolo duro degli attivisti ultraconservatori repubblicani, che gravitano intorno, o sono del tea party, ultraconservatori semplicemente non sono contenti di un candidato che incarna ideali e posizioni più moderate rispetto alle loro come è Mitt Romney. Per cui possiamo dire di avere un partito con una forte, più forte direi, ala d’estrema destra. Dall’altro lato hai un partito la cui leadership vorrebbe vincere le elezioni di novembre, e che si rende conto che un candidato che che è troppo lontano dalla destra non riuscirà a conquistare i voti degli indipendenti. Il voto sarà cruciale negli stati in bilico, dove la vittoria si giocherà fino all’ultima preferenza. È il partito repubblicano che si trova di fronte a seri dilemma e che è estremamente frammentato”.

-Quale potrebbe essere la prossima sorpesa?

“Il prossimo appuntamento importante,credo, sia quello in Alabama e Mississipi. La grande sorpresa potrebbe essere se Gingrich vince in questi due stati. Gingrich è piuttosto popolare nel sud. Santorum può essere un avversario forte perché Santorum raccoglie i voti dei conservatori. Molti analisti prevedono un ottimo risultato in questi stati da parte di Santorum. Ma se è Gingrich a vincere, è di nuovo in corsa. La sua vittoria in Georgia era prevedibile e scontata, è il suo Stato. Perdendo in questo Stato sarebbe rimasto fuori gioco. Se invece prevale in modo prepotente negli Stati del sud, ci sono tre concorrenti in gara, al momento è invece è una gara a due. Le primarie della prossima settimana sono molto importanti”.