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Sabato ancora in piazza. Gli arresti non fermano gli anti-Putin

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Sabato ancora in piazza. Gli arresti non fermano gli anti-Putin

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Gli arresti in massa della vigilia non frenano l’opposizione russa dall’annunciare nuove proteste. Una marcia a Mosca nei pressi degli uffici del governo, l’azione con cui la galassia degli anti-Putin conta di sfidare le autorità. Tra i promotori il blogger Alexey Navalny, rilasciato lunedì dopo essere finito in manette con l’altro leader della protesta Sergei Oudaltsov.

“Organizzeremo nuove azioni, con tutti i mezzi possibili – ha detto Navalny -. In migliaia scenderanno in strada a Mosca e in altre città e non si faranno intimidire dalle autorità. Andremo avanti fin quando non raggiungeremo i nostri obiettivi”.

Sproporzionato uso della forza contro una manifestazione pacifica, la denuncia del candidato rivelazione Mikhail Prokhorov a proposito delle centinaia di arresti di lunedì a Mosca. Una repressione del dissenso in cui molti già leggono le avvisaglie di una chiusura ad ogni confronto e dibattito della nuova era Putin.

“Accuse ridicole” ed “elezioni più pulite della storia del Paese” la sua replica ai dubbi di comunità e osservatori internazionali sulla trasparenza delle presidenziali. L’istituto indipendente russo Golos ha intanto dal canto suo stimato in poco più del 50%, in luogo del quasi 64%, il risultato che Putin avrebbe ottenuto al netto delle presunte irregolarità.