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Legislative Iran: Ahmadinejad, grande perdente

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Legislative Iran: Ahmadinejad, grande perdente

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Le legislative in Iran spostano gli equilibri dell’assemblea a favore della Guida suprema , l’ayatollah Ali Khamenei.

I suoi sostenitori hanno conquistato la maggioranza dei seggi. Dato questo che se unito alla partecipazione pari al 64% va a rinforzare la legittimità popolare del potere religioso che era invece uscito a pezzi dalle accuse di brogli nelle presidenziali del 2009.

Presidenziali vinte due anni fa da Mahmud Ahmadinejad, che oggi è il gran perdente. Il presidente ha dovuto incassare non solo la mancata elezione della sorella nella sua città natale, un centro urbano vicino a Tehran, ma anche il voltafaccia del suo elettorato nei centri minori.

Ahmadinejad paga il prezzo di aver sfidato l’alta gerarchia religiosa , che controlla di fatto il Paese, e di una politica economica che ha visto l’inflazione galoppare a quota 21% stando a i dati ufficiali, 50% stando a quelli ufficiosi.
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Fatto senza precedenti, Ahmadinejad dovrà comparire questa settimana davanti al parlamento per rispondere dell’accusa di corruzione e di inefficenza del suo governo.
Il parlamento potrebbe decidere anche la sua destituzione, se Khamenei dovesse dare il suo nulla-osta.

La posizione di Ahmadinejad è debole, debolissima per quest’analista, Emad Abshenasan: “Il governo di Ahmadinejad cercherà di interagire di più con il nuovo parlamento e i membri del governo governativi cercheranno di evitare scontri con la nuova assemblea”.

In aprile l’ayatollah Ali Khamenei aveva già sconfessato il suo presidente, rimettendo il ministro dell’informazione, destituito in precedenza da Ahmadinejad, al suo posto.

Con un parlamento favorevole, la Guida suprema potrebbe addirittura cambiare la Costituzione, sbarazzandosi del presidente, optando per un sistema parlamentare con primo ministro.