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Accuse, congratulazioni e progetti. La diaspora dei "No-Putin"

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Accuse, congratulazioni e progetti. La diaspora dei "No-Putin"

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C‘è chi promette battaglia, chi grida ai brogli e chi si felicita con Putin per i risultati. Ad urne ancora calde, l’opposizione implode in una diaspora di reazioni che sembrano confermare le sue spaccature.

Vera sorpresa soprattutto nelle grandi città, il miliardario Mikhail Prokhorov capitalizza la sua estraneità alla classe politica, con risultati a due cifre, capaci di mettere paura a Putin.

Numeri che all’ipotesi di un’alleanza con il governo, già domenica gli facevano preferire quella di una corsa in solitaria: “Il mio compito – ha detto – è ora creare un nuovo partito politico”.

Principale destinatario del messaggio sarebbe la Russia che non si riconosce nell’attuale rappresentanza politica. Un bacino, secondo alcuni analisti, dalle enormi potenzialità.

“A Mosca, Prokhorov ha ottenuto ottimi risultati – dice Maria Lipman dal Carnegie Centre di Mosca – . In quasi tutti i seggi è arrivato secondo e in alcuni, molto vicino a Putin. Ci sono stati seggi, in cui lo scarto è ridotto a pochi punti percentuali: 37 a 32, 37 a 33. Un segno che la componente progressista e moderna della società lo considera un’alternativa credibile, nonostante gli venga rimproverato di essere comunque una ‘creatura del Cremlino’”.

All’ultranazionalista Jirinovski, che insieme al centrista Mirinov si è congratulato con Putin per il risultato, il comunista Zyuganov ha intanto risposto per le rime.

“Non credo – ha detto – che ci sia nulla di cui congratularsi con Putin e con la sua squadra. Questa farsa di elezione prova che abbiamo perso tutti quanti. Risultati truccati e meeting truccati non lasciano ai cittadini russi che umiliazione e amarezza”.