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"Troppo deboli contro il regime" ribelli siriani chiedono armi

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"Troppo deboli contro il regime" ribelli siriani chiedono armi

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Un bambino di Idlib gioca nel parco. Si spinge sull’altalena mentre i grandi scavano nuove fosse per i tanti morti.

Il cimitero cittadino è interdetto dai check point dell’esercito, non c‘è altro posto dove seppellire le vittime della guerra siriana.

Chi resta in vita deve combattere. Ma mancano le armi per contrastare le truppe di Assad e i ribelli lanciano un appello alla comunità internazionale:

“L’esercito libero siriano ha bisogno di armi, abbiamo solo armi leggere e le forniture sono scarse – spiega un militante dei rivoltosi, conosciuto come Ebra – Compriamo le pistole dagli ufficiali corrotti dell’esercito siriano e dai disertori, ma questo non basta a proteggere noi stessi e i civili”.

La Casa Bianca ha escluso l’invio di armi ai ribelli per il timore che vadano in mano ad al Qaeda. Ma il Consiglio nazionale siriano ha annunciato la nascita di un ufficio militare per monitorare le forniture.

Ieri ad Idlib altri sette morti. Nel parco giochi si continua a scavare.