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Iran: chiusi i seggi, il regime vanta un'affluenza elevata

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Iran: chiusi i seggi, il regime vanta un'affluenza elevata

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Lunghe code ai seggi, un’affluenza in aumento. Il regime iraniano, attraverso la tv di Stato, vuole mostrare come un successo le legislative di ieri. Erano chiamati al voto 48 milioni di aventi diritto. La partecipazione sarebbe superiore al 60 per cento, meglio di quattro anni fa. Ma non è possibile verificare le cifre, non c‘è neppure un team di osservatori indipendenti per giudicare la correttezza del voto.

E’ stata una sfida tutta interna al campo conservatore, da un lato Mahmoud Ahmadinejad, dall’altro Ali Khamenei che accusa il presidente di voler minare l’autorità della Guida suprema. Il partito di Khamenei, forte di 20 milioni di sostenitori, alla fine potrebbe controllare il parlamento.

Per il segretario del consiglio del discernimento, organo consultivo della Guida suprema, servirà un accordo tra varie forze.

“Il prossimo parlamento sarà una coalizione”, dice Mohsen Rezaei. “Nessuna lista avrà la maggioranza, i conservatori di diverse opinioni politiche avranno la maggioranza”.

Si è trattato delle prime legislative dalla rielezione di Ahmadinejad nel 2009, che suscitò una serie di proteste. Legislative boicottate dall’opposizione riformista, Mirhossein Moussavi e Mehdi Karroubi sono agli arresti domiciliari. Le elezioni definiranno l’equilibrio dei poteri in vista delle presidenziali dell’anno prossimo.