ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Un nuovo passo della Serbia verso l'UE

Lettura in corso:

Un nuovo passo della Serbia verso l'UE

Dimensioni di testo Aa Aa

Belgrado si avvicina a Bruxelles. Da ieri infatti la Serbia è ufficialmente candidata a far parte dell’Unione Europea. Ma anche se il percorso per l’adesione è ancora lungo, il passo è storico.
Per il presidente Boris Tadic rappresenta un riconoscimento concreto.

“‘É un grande risultato – ha dichiarato il presidnete Tadic – ma non è quello definitivo.
La soddisfazione sarà completa quando la Serbia
potrà superare la magica frontiera e diventare membro a pieno titolo dell’Unione Europea, con la possibilità di utilizzare tutte le sue potenzialità”

Il punto debole della Serbia resta il Kosovo. Ma gli ultimi sforzi di Belgrado sono serviti. Oltre
all’accordo dello scorso dicembre sulla spinosa questione delle frontiere tra i due paesi, la Serbia ha accettato che i vertici di Pristina siano presenti alle riunioni internazionali, alla stessa stregua delle altre nazioni. Una richiesta che arrivata da Bruxelles, evitando peró di imporre a Belgrado il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo.

Un altro ostacolo superato è il rapporto con la Romania che si opponeva alla candidatura della Serbia. In questione tra i due paesi la minoranza rumena, che conta 30 mila persone. Belgrado ha sottoscritto un accordo sul rispetto dei diritti della comunità.

Altro punto a favore della Serbia è stata la decisione di assicurare alla giustizia della Corte dell’Aja i criminali di guerra.

Ora a Belgrado viene chiesto di allinearsi agli standard europei in materia economica.
L’ economia serba si basa principalmente sui servizi. Settore che rappresenta oltre il 60% del PIL. Il paese peró resta fortemente dipendente dai finanziamenti esterni.
Il deficit, attestato sul 4,5%, è ancora elevato.
Il debito pubblico è pari al 44,8%.
La disoccupazione inoltre raggiunge il 20% della forza lavoro.

Ma l’Europa in piena crisi è ancora un punto di approdo interessante per la Serbia?
Nei sondaggi solo il 48% della popolazione si dice a favore dell’integrazione.

In Serbia la fronda anti europeista è guidata dal partito Radicale. La formazione di estrema destra, ieri ha portato in piazza oltre 200 mila persone proprio in aperta opposizione all’adesione all’ Unione Europea. Potente anche in termini elettorali, il partito Radicale rappresenta una minaccia per il presidente Tadic.
Quanto lo è concretamente lo si saprà in tempi stretti. La Serbia si reca alle urne per le legislative il prossimo maggio. Un test piú che mai cruciale.