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Ue alla fase due: crescita per arginare disoccupazione

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Ue alla fase due: crescita per arginare disoccupazione

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Dalla crisi del debito, alla crescita. Dal patto fiscale agli investimenti. L’Europa reclama la fase due.

A Bruxelles si mette da parte il rigore imposto dal governo tedesco e si punta al rilancio di crescita e occupazione, nel giorno in cui la disoccupazione dell’Eurozona si attesta al 10.7%.

“Il patto fiscale è unidirezionale – ha detto il socialista Martin Schulz, presidente del parlamento europeo – Non si possono solo tagliare i bilanci. Abbiamo anche bisogno di stabilire obiettivi e strategie di investimento, perché altrimenti non creeremo crescita e posti di lavoro”.

Nuove sfide e vecchia leadership per il Consiglio europeo che ha confermato presidente Erman Van Rompuy. L’ex premier belga, 64 anni, rimarrà fino alla fine del 2014.

Ironico il commento eurodeputato britannico Nigel Farage, a capo della pattuglia degli euroscettic: “È stato direttamente coinvolto nella rimozione, in Grecia e in Italia, dei primi ministri eletti e della loro sostituzione con primi ministri fantoccio. È stato di gran lunga il peggiore in quasi tutto come mai avrei pensato. E mi creda il suo modo di vestire non è migliorato affatto”.

Ma le priorità sul tavolo al momento sono altre: rivedere, entro marzo, la capacità del fondo salva-Stati e subito dopo concentrarsi sulla crescita.

Nell’eurozona, il livello di disoccupazione è il più alto dall’introduzione della moneta unica.