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Russia, giornata di riflessione prima delle presidenziali

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Russia, giornata di riflessione prima delle presidenziali

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Pausa di riflessione in Russia prima delle presidenziali di domenica. Clima freddo e non solo in senso meteorologico, per una campagna elettorale costata più di 36 milioni di euro ai candidati e che pare avviarsi a un risultato già scritto.

Sondaggi e analisi della vigilia sono concordi nell’attribuire a Vladimir Putin una netta vittoria, anche se inferiore al 71 per cento del 2004.

A erodere il consenso nei confronti dell’uomo forte del Cremlino anche la evidentissima staffetta col capo dello stato uscente Medvedev, oltre ai dati sull’economia interna e la disoccupazione.

Tutti elementi su cui si basa lo scontento che cercano di intercettare i candidati dell’opposizione, dai comunisti di Zyuganov ai populisti di Zyrinovski.

Per le strade della capitale le opinioni sono diverse-

“Spero che faccia qualcosa per aiutare i pensionati, dare lavoro ai giovani e migliorare la situazione”.

“Non sono nè ottimista nè pessimista. Guardando alla realtà non mi aspetto certo grandi cambiamenti nel futuro”

Un futuro al quale guarda lo stesso Putin, che non ha escluso una ulteriore ricandidatura, se tutto andrà liscio, anche per il 2018.