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Iran al voto, sfida tra conservatori

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Iran al voto, sfida tra conservatori

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E’ una battaglia tutta interna all’establishment conservatore l’elezione che si tiene oggi in Iran per il rinnovo del Parlamento.
La maggior parte dell’opposizione riformista ha deciso da tempo di non partecipare al voto.

Lo scontro è quindi tra le forze che fanno capo al presidente Mahmoud Ahmadinejad, il cui potere si sta indebolendo, e quelle della Guida Suprema Ali Khamenei.

Sullo sfondo rimane l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, che ha perso molta della sua influenza politica, dopo le sue aperture al movimento verde nel 2009.

“Se Dio vuole, il risultato delle elezioni sarà quello desiderato dalla gente, e verrà dai voti che gli elettori metteranno nell’urna. Se sarà così, avremo un buon Parlamento.”

I due leader riformisti Mehdi Kharrubi e Mir Hossein Moussavi sono da oltre un anno agli arresti domiciliari. Da qui la decisione di boicottare il voto.

Il portavoce di Moussavi: “Secondo me, la partecipazione sarà molto più basse rispetto alle elezioni precedenti. Comunque, le autorità hanno deciso di far sembrare questa consultazione un successo. Quindi, hanno già annunciato che l’affluenza sarà più alta che in passato. Hanno chiesto un’elezione eccezionale, quindi nei prossimi giorni assisteremo a un aumento dei dati sui partecipanti.”