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Putin: uomo forte quasi incontestato della Russia

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Putin: uomo forte quasi incontestato della Russia

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Settembre 2011: Vladimir Putin annuncia la sua candidatura alle presidenziali davanti al congresso del suo partito, Russia Unita. Nessuno si stupisce:  Putin rappresenta l’incarnazione del potere forte, autoritario.
  
Nel 1999 viene nominato primo ministro da Boris Yeltsin, ormai presidente in discesa. Subito dopo scatena la seconda guerra in Cecenia, un conflitto sanguinoso su cui basa la sua popolarità.  
 
Nel marzo del 2000 viene eletto presidente e dopo due mesi è a capo della Federazione Russa.
 
Durante il primo mandato Putin rafforza il ruolo dello Stato nell’economia di fronte agli olicarghi diventati molto influenti sotto Eltsin.
Alcuni vanno in esilio. Ma non il proprietario di Yukos, Mikahil Khodorkosvki, che finisce in prigione nel 2003.
 
Nel 2004 viene rieletto senza difficoltà alla presidenza. Il conflitto ceceno rimasto a lungo una realtà lontana, emerge in modo drammatico con la presa di ostaggi nella scuola di Beslan, nell’Ossezia del Nord. Il blitz delle forze russe lascia sul terreno 332 morti, di cui 186 bambini. Ma la leadership di Putin non ne risente. Il regista russo Nikita Mikhalkov:
 
“Con la situazione attuale la sola persona che può darci risposte chiare sullo sviluppo del nostro paese è Putin. E non si tratta solo di questo. Putin conosce profondamente la Russia e sono sicuro che il mondo intero potrà trarrne beneficio, perché lo conosciamo già”.
  
Vladimir Putin, il super-eroe, l’uomo forte, muscoloso ed energico, il “macho” del paese. Sono queste le immagini che hanno inondato le televisioni russe durante la campagna elettorale. Il timido e sconosciuto premier di Boris Yeltzin ha costruito intorno a sé un vero e proprio culto della personalità.
 
Nel marzo del 2008, viene sostituito alla presidenza da Dmitri Medvedev. La Costituzione autorizza solo due mandati consecutivi.
Riesce comunque a mantenere il potere ricoprendo la carica di primo ministro. Il presentatore russo Vladimir Pozner:
 
“Il messaggio del Cremlino è che il vero Putin è quello di oggi ed è molto diverso da quello che abbiamo conosciuto finora, perché la situazione è cambiata grazie proprio al signor Putin e ora è libero di essere se stesso. Una specie di piccola favola russa”.
  
Ma una parte della popolazione non la pensa così. Le elezioni del 2011 e le polemiche per i brogli denunciati dagli osservatori, hanno scatenato grandi proteste di piazza contro il “sistema Putin”.