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Iraniani al voto domani per eleggere 290 deputati, ma con quale legittimità? Alcuni leader dell’opposizione sono in carcere, altri hanno lanciato una campagna di boicottaggio.    L’incognita principale è dunque legata alla partecipazione elettorale. Il governo, per bocca del Ministro dell’Interno, di fatto accetta la sfida:
 
“Vediamo una certa vitalità e prevediamo,sulla base dei sondaggi ed altre informazioni che abbiamo raccolto, una partecipazione molto alta, ad elezioni anche più emozionanti di prima”
 
Dichiarazioni delle quali il Ministro si potrebbe trovare a rispondere se i risultati non fossero quelli attesi. Soprattutto tra i giovani, molti hanno deciso di non votare:
 
“No, e nessuno di quelli che conosco voterà”
 
“Ho deciso di non votare.  Non ho interesse a partecipare a queste elezioni.  Ho votato una volta, nel 2009, questa volta non ho nessun interesse a partecipare”
 
I giovani rappresentano la maggioranza della popolazione, ma naturalmente c‘è una differenza tra Teheran, i centri minori, e centri come Qom, caposaldo della leadership religiosa:
 
“Naturalmente obbediremo alla richiesta dei leader supremi, che dicono che tutti dobbiamo votare”
 
Le principali ONG internazionali hanno già detto di ritenere poco credibili queste elezioni, proprio perché a molti candidati dell’opposizione non è stato permesso di partecipare.
  

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