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Voto in Iran, l'astensionismo della "Generazione Facebook"

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Voto in Iran, l'astensionismo della "Generazione Facebook"

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In Iran gli astensionisti decideranno il voto delle legislative del due marzo. Ne sono convinti molti osservatori occidentali che guardano in particolare agli under 30, la cosiddetta “Generazione Facebook”: rappresenta i due terzi della popolazione e si prevede sceglierà di boicottare le urne, seguendo l’ indicazione delle forze riformatrici.
Snobbare il voto potrebbe invece essere ininfluente secondo il regista iraniano Nasser Taghvai:

“Andare o no a votare non fa alcuna differenza, Anche se le persone non ci vanno, verranno fornite strane statistiche sulle preferenze, anche se le persone non vanno il risultato sarà lo stesso”.

Per le elettrici il voto resta un’occasione per ritagliarsi maggiore spazio nella vita pubblica, votando le candidate donne:

“Ci aspettiamo che difendano i diritti degli uomini e delle donne – dice una cittadina della Capitale – Ci aspettiamo che i candidati facciano più attenzione alle esigenze del Paese, ed in particolare a quelle delle donne”.

I 3200 candidati che corrono per 290 seggi in Parlamento sono stati preselezionati dal Consiglio dei Guardiani, massima autorità religiosa e giuridica.