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Siria: 7.500 morti da inizio conflitto secondo Onu

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Siria: 7.500 morti da inizio conflitto secondo Onu

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Bashar Al Assad un criminale di guerra. E’ l’ipotesi evocata dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton mentre l’Onu rende nota la cifra di 7.500 morti in Siria dall’inizio delle proteste e della repressione, quasi un anno fa.

Homs e la regione omonima restano oggetto degli scontri più violenti nel Paese. Nella città di Al Qusair un uomo, che si definisce generale dell’esercito libero di Siria, afferma che Stati Uniti e Francia stanno armando l’opposizione. Un’informazione impossibile da verificare.

Secondo fonti dell’opposizione al regime del Presidente Bashar Al Assad, gli scontri hanno fatto nella sola giornata di ieri un centinaio di morti. Una cifra indeterminata – centinaia di morti – quella delle vittime ad Homs, sotto assedio da parte delle forze speciali da 25 giorni.

Ieri la Croce Rossa Internazionale e la Mezzaluna Rossa sono putute entrare ad Homs e Idlib per portare beni di prima necessità alla popolazione civile, ma non è stato possibile evacuare i feriti.

Intanto resta il giallo sui giornalisti stranieri rimasti feriti la settimana scorsa nei bombardamenti costati la vita all’inviata del Sunday Times Marie Colvin e al fotografo francese Remi Ochlik. Paul Conroy, fotografo britannico, si troverebbe ormai in Libano. La giornalista francese de Le Figaro Edith Bouvier sarebbe invece ancora bloccata in Siria. Ieri il Presidente francese Sarkozy ha prima confermato e poi smentito la sua evacuazione da Homs.