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Russia: la mobilitazione dei "nuovi" cittadini contro il potere

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Russia: la mobilitazione dei "nuovi" cittadini contro il potere

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Le vite di Vyacheslav, ingegnere, di Anna, analista finanziaria e di Alexandre, programmatore, sono cambiate il 4 dicembre scorso.
Prima seguivano l’attualità solo sui giornali.

Poi hanno scelto la piazza e sono diventati i simboli della nuova opposizione russa con il piú grande movimento di protesta degli anni Putin.

“Dal 5 dicembre – dice Anna – ho partecipato a molte iniziative dopo che moltissime persone si erano concentrate nel quartiere di Chistiye Prudi. Sicuramente continueró a scendere in piazza. Sono stanca di quello che succede nel paese. I politici si sono impossessati del potere e non vogliono cederlo e non ascoltano nessuno. Protestiamo per dimostare che siamo in tanti e che non smetteremo. Lotteremo”.

Era il 4 dicembre quando indignati dalla serie di testimonianze sui brogli durante le elezioni politiche i cittadini decidono di passare all’‘azione.

Prima nel quartiere di Chistiye Prudi e poi nella piazza Bolotnaya, diventata il simbolo del nuovo movimento di protesta. I cittadini invocano verità ed elezioni oneste. Non puntano ad una rivoluzione. Le loro armi sono dei palloncini bianchi.

“É da 20 anni – dice Boris Akounine, scrittore – che non vedevo Mosca cosí. Francamente non pensavo di ritrovare di nuovo questa atmosfera”.

Anche il celebre scrittore di romanzi polizieschi Boris Akounine, si è precipitato in Russia per partecipare alle manifestazioni. Stava scrivendo il suo ultimo libro in un luogo perduto della campagna francese, ma ha pensato che non fosse intelligente perdere l’appuntamento con la storia. Durante una pausa della maratona televisiva “La libertà di scelta”, ha spiegato ad Euronews chi sono
i cittadini in mobilitazione.

“All’inizio – prosegue lo scrittore russo – era la classe media a protestare. Persone scandalizzate per i giochi di potere emersi a settembre, del tandem tra Putin e Medvedev. L’indignazione è aumentata con le elezioni di dicembre. Loro, noi, tutti sentiamo che il troppo è troppo. Non ci possono trattare cosí. Ora il movimento è cresciuto e si è esteso a tutta la Russia. É sempre piú forte”.

Anche il movimento “Resistenza: arte di strada” è nato a dicembre. Raccoglie un centinaio di persone che organizzano sit-in, proiezioni di foto e volantinaggi. Il movimento non ha un leader.

“Tra i nostri militanti – dice Nicolai Levshits, manager – ci sono hostess, studenti, amministratori e responsabili di progetti. Circa il 90% delle persone del movimento non si conoscevano prima. La maggior parte di noi non era impegnato politicamente o nel sociale. Abbiamo diverse parole d’ordine tra cui: “Creare con le proprie mani una Russia onesta”.

Alexei Shishkov è co-proprietario di una catena di lavanderie automatiche. Distribuiva gratuitamente the caldo durante le manifestazioni. Poi è stato fermato dalla polizia per 2 giorni.

“É il regime – dice Aleksei Shishkov – che mi ha trasformato in attivista politico. Prima non lo ero per niente. Non sono di nessun partito. Il mio impegno attuale si puó definire dell’attivismo civico. Sono disposto a firmare tutte le petizioni in cui si chiedono libere elezioni, ma la sola cosa che vedo è che il governo non ci ascolta. E non so quale sarà la nuova tappa”.

Per l’attrice Tatiana Lazareva, il prossimo appuntamento è partecipare alle elezioni presidenziali come osservatrice.
Tatiana si definisce un’inattesa militante dell’opposizione. Come Boris Akounine, è co-fondatrice della “Lega degli elettori”. L’organizzazione apolitica, si prefigge l’obiettivo di formare elettori responsabili per le elezioni del 4 marzo.

“Negli ultimi tempi – racconta Tatiana Lazareva – ho realizzato che possiamo e dobbiamo controllare le persone al potere. Loro lavorano per noi. Non so cosa succederà il 5 marzo, ma so che il nostro lavoro è appena iniziato. Prima di tutto dobbiamo lavorare insieme per capire il nostro ruolo nella società, il posto dei veri cittadini. So che sono parole altisonanti. Ma da 12 anni nessuno le utilizza. É arrivato il momento di aggiugerle nel nostro vocabolario”.