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Siria: ancora morti a Homs, nessuna tregua

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Siria: ancora morti a Homs, nessuna tregua

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È una vana corsa contro il tempo, per far uscire i feriti da Homs: l’epicentro della ribellione è sottoposto anche oggi al martellamento dell’artiglieria lealista, due persone sono morte stamane nel Suk locale, ma l’Osservatorio siriano per i diritti umani parla di nove civili e quattro militari uccisi a Homs, ai quali si aggiungono otto civili e dieci soldati in altre parti del Paese.

La Croce Rossa Internazionale non è riuscita nemmeno oggi a ottenere un cessate il fuoco, il Presidente francese Sarkozy ha parlato di un embrione di accordo per l’evacuazione dei giornalisti, ma non è chiaro se vi siano speranze reali né quale sia il tipo di collaborazione tra i mediatori francesi, quelli britannici e quelli della Croce Rossa nel difficile negoziato con le autorità siriane e con i ribelli.

In questa situazione non è ben accolto nemmeno il referendum per una nuova Costituzione: l’opposizione ne ha realizzato una parodia, in una località non distante da Homs. Perché, dice l’opposizione, anche il referendum ufficiale è pura parodia: non concederà spazio reale alla democrazia, e rafforzerà ulteriormente il presidente, Bashar al Assad.
La riforma proposta apre comunque alla creazione di nuovi partiti e ad elezioni entro tre mesi, e a Damasco la partecipazione è parsa molto elevata.